LA LECTIO DI DON GRAZIANO/NATALE: UN RACCONTO O UNA SORPRESA?



Pare che propendiamo per la prima risposta: un bel racconto. Infatti, siamo partiti dal presepio: il bambino va messo solo nella notte del 25 dicembre. E po? Proprio come nella vita, ove più ti attacchi alle cose, più ti allontani dalle persone… Anche da te stesso.

L’albero finisce per essere puerile? Non siamo più basmbini? Però le luminarie nelle strade, i negozi ricolmi di prodotti, i consulti famigliari per sapere cosa acquistare per fare i regali, quei terribili regali che dicono tutto meno che l’amore. L’orgoglio del regalo esclusivo, il ricco dono per sciorinare il proprio stato sociale, la finta amicizia, il desiderio di colmare le dimenticanze verso chi è stato emarginato dalle proprie attenzioni (anziani, soli, ammalati), come il “regalo – risarcimento”, lo sdebitarsi dei favori ricevuti e via dicendo.

Il Natale non può e non deve essere un racconto sempre più dissacrante. E quale alternativa c’è? Qual’è la sorpresa? Occorre ripartire dall’annuncio che fa vero il Natale: ”Vi porto una bella notizia che procurerà una grande gioia a tutto il popolo: oggi nella città di Davide è nato il vostro Salvatore, il Cristo, il Signore. Lo riconoscete così: troverete un bambino avvolto in fasce.” (Lc 2, 10-12)

Questa è la sorpresa: quel bambino, la sua vita. Quello che ti sembra ovvio (quanti bambini nascono!) è la grandezza del Natale. Il poeta Tagore diceva: “Ogni volta che nasce un bimbo, ci viene rivelato che Dio non si è ancora stancato dell’uomo.” Ma qui c’è qualcosa di più: Dio stesso si è fatto così in Gesù. Molto dipiù di una compagnia. In questa vita che è la mia, la tua, quella di ciascun uomo, c’è presente anche Lui a dirci: “Quello che hai nelle mani, la tua vita, è il dono più grande che puoi avere. Innamoratene!”

Natale è per te. Oserei dire: sei tu, se ritrovi la tua grandezza di uomo, se entri in relazione con te stesso, se scopri il mistero che porti dentro.

Ecco la sorpresa del Natale: la grandezza dell’uomo. La tua grandezza. Perciò il Natale è percorrere la distanza che hai dentro, per renderti conto di chi sei, di che cosa vali. Si, perchè il Natale è “relazione”, l’andare verso l’amore di Dio, perché noi tutti siamo “relazione” con gli altri.

Celebrare il Natale è vivere, è esaltare questa relazione, cioè valorizzare il tuo incontro con gli altri. Il Natale è tutto meno che fuga dalla vita, dagli altri, da se stessi, dalle situazioni. Quel “bambino in fasce “è veramente un grande segno!”

don Graziano vicario parrocchiale

 

 

 

 

 

 




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