LA MERLA PER SCACCIAR GENNAIO. FESTE A PRIMALUNA, MOGGIO E PRATO S.PIETRO



 La prima comunità a scacciare gennaio sarà Prato San Pietro: venerdì 30 l’Associazione Santa Maria Maddalena, da anni impegnata nell’organizzazione della festa patronale nella frazione di Cortenova, propone una serata che in altri luoghi è una tradizione ben radicata. Dalle 20 di venerdì infatti si cercherà di far scappare Gennaio, il periodo più freddo e difficile dell’anno, armati di padellini, latte e qualsiasi oggetto possa creare rumore, girando il paese richiamando la vicina primavera. Al termine della manifestazione è annunciata una grande sorpresa.

Sabato 31 gennaio sarà la volta di Primaluna. Ritorno alle tradizioni con un pomeriggio di gioco per bambini  all’insegna della "merla". Giochi, racconti, merenda in compagnia e una rumorosa sfilata tra le vie del paese. Comune, volontari della biblioteca e gruppo alpini di Cortabbio insieme per la “Festa della Merla” di Primaluna. Un’iniziativa che strizza l’occhio ai più giovani e che nel mondo di internet, connessione veloce dove anche i bambini ormai conoscono la tecnologia a menadito, riporta ad un clima domestico e di racconti intorno al fuoco.

Gli ultimi giorni di gennaio, quelli appunto della Merla,  sono da lunga tradizione i più freddi dell’anno e l’esperienza rafforza questo concetto grazie al classico abbassamento delle temperature, proprio in concomitanza con le fine del primo mese dell’anno. Ma perché è così? E soprattutto perché quei giorni sono stati chiamati “della Merla”? Sabato a Primaluna i bambini troveranno le risposte a queste e ad altre domande e potranno anche giocare con i proverbi della tradizione. Dalle 16 inoltre sfilata tra le vie del paese per cacciare Gennaio facendo rumore con fischietti, trombette, campanacci e in generale qualsiasi altra cosa possa spaventare gennaio. A chiudere la giornata golosa merenda alla casetta degli alpini.

Nella serata di sabato 31 protagonista diventa il grande falò di Moggio. Il paese dell’altopiano tornerà al tempo in cui combattere il freddo era una battaglia e intravedere uno spiraglio di primavera una conquista. L’oratorio è luogo di ritrovo dove alle 20.45 prenderà il via la fiaccolata impreziosita dai personaggi in costume ispirati alla vita contadina e la musica di campanacci, coperchi e quant’altro possa fare rumore per scacciare con incredibile baccano i giorni della Merla.  Gran finale con vin brulé e l’accensione del falò.

 
 
 

 

 

 




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