LO SPAZIO ARMONICO DELLA MONTAGNA: “VOUS DE LA VALGRANDA” IN CONCERTO A BALLABIO



BALLABIO – Ballabio, il borgo semplice che da sempre apre le porte alla Valsassina, abbraccia intensamente il Coro che lo rende tanto fiero ed orgoglioso. Un pubblico sommesso, partecipe, emozionato e puntuale ha soddisfatto le aspettative de I Vous de la Valgranda che in cambio hanno donato una sera di incantamenti, eccelse sonorità, piacevolezze musicali e la testimonianza musicale di uno tra i più delicati capitoli della storia, quello della prima Guerra Mondiale.

VOUS BALLABIO CON PUBBLICOE’ il racconto dello spazio armonico della montagna, ricco di tradizione, poesia, sentimento. Ma non si è trattato del prevedibile concerto di canti alpini (e non canzoni, come dice qualcuno superficialmente). I Vous si fanno sempre portavoce di intensità, sia tematiche che musicali, dalla struttura del programma del concerto fino all’esecuzione dei brani, tutti scrupolosamente interpretati a seconda delle volontà dell’autore, del significato, del tema. E’ una questione di responsabilità, esprimere oggi la musica di montagna, sia essa d’autore o di provenienza popolare, richiede meticolosità, narrazione ed espressione, poiché è tra i pochissimi ambiti artistici rimasti a raccontarci le intime e più delicate parentesi della natura, dell’alpe, della storia dei nostri borghi.

E allora il canto si fa sacro, necessario, patrimonio di tutti, genere musicale composto da brevi architetture che uniscono spesso in una complessa armonia le voci di coloro che con costanza e volontà gli si avvicinano.

VOUS BIANCO E NEROIl concerto all’interno della festa patronale di Ballabio si è posto come un fondamentale momento di riflessione su questioni sempre aperte, le guerre, l’amore, la famiglia, le storie della gente, di coloro che partono, che tornano, che fuggono. Sempre di grande compostezza il M° Riccardo Invernizzi, esempio di precisione e dedizione, caro ai ballabiesi ma non solo, figlio d’arte del M° Giuseppe Scaioli dal quale ha ereditato senza dubbio l’umiltà e il bisogno di portare il canto di montagna tra la gente, fino a commuovere il pubblico, voltandosi a dirigere il suo paese sulle note della Leggenda della Grigna, Il Testamento del Capitano, Signore delle Cime.

Qualcuno dice che cantare sia un’esigenza più o meno nascosta nel corpo e nel cuore di ognuno, lingua dei sentimenti e della memoria. Carlo Geminiani diceva “Ogni bellezza racchiude un canto. E anche se non siamo noi i poeti, con devozione lo vogliamo narrare!“. I Vous riescono sempre in questo intento, nobile e coraggioso, interpretando le note dei più celebri compositori che hanno fatto la storia del canto d’autore alpino, come De Marzi, Pigarelli, Mazza, e l’amico Scaioli. E dentro le parole di questi capolavori vivranno per sempre le poetiche aggrovigliate alla montagna, alla preghiera, perché il canto si fa spesso speranza, ricordo, commemorazione. Intanto fuori si fa sera, come in un sospiro.

E la sera, che velocemente diventa notte, riporta dopo il concerto la gente nelle case, con qualche sorriso in più e magari un’armonia che risuona fino al mattino dopo.

Michele Casadio

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