IL DOMENICALE DI R.B./TRA L’INCUDINE DI DIO E IL MARTELLO DELL’UMANITÀ



Oggi inizio con una definizione dell’aggettivo “moderato”: “si dice di cosa contenuta entro giusti limiti, di persona non eccessiva, equilibrata, ragionevole”. Quindi, aggiungo io, sostanzialmente non pericoloso, e penso che possiamo essere tutti d’accordo.

Bene. Adesso provate a leggere uno dei bollettini che la Regione emette poco prima che le nuvole si addensino sulle nostre teste ed iniziano a fare quello che tutte le nuvole, in ogni tempo, da quando il sole è sorto per la prima volta sul pianeta azzurro (ma va là: ecco perché piove!).CCCCC

Da Milano, se avete notato, l’ARPA dirama sempre più spesso un “AVVISO di CRITICITÀ REGIONALE” per una “MODERATA criticità rischio IDROGEOLOGICO su area C”. Insomma, un’arpa che suona le trombe dell’allerta.

A parte che per Area C potremmo anche intendere quella zona in cui si entra con il telepass che cinguetta o con la consapevolezza che prima o poi riceveremo un verbale, resta da capire perché mai qualcuno dovrebbe metterci in ansia per una “cosa contenuta entro giusti limiti”.

Possiamo anche metterla così: siamo su una strada e vediamo un cartello con scritto “Attenzione, qui le auto rispettano i limiti di velocità”. Benissimo, e allora cosa dovremmo fare? Stare attenti se per caso non ci travolge un canguro? O di non andare a sbattere contro un dromedario?

Abbiamo imparato negli anni a cosa servono questi avvisi: a scaricarsi la responsabilità di dosso. “Mi te l’eri dicc”, sei stato tu l’imprudente. Già, a uscire senza gli stivali da pescatore e un canotto gonfiabile per la paura di essere annegato da una “moderata” alluvione, “contenuta entro giusti limiti”. Facciamo tre millimetri? O cinque?

Devo confessarvi una cosa se già non la sapete o non la ricordate: sono un alluvionato e non si trattò di un’alluvione di poco conto, perché stiamo parlando di quella di Firenze. E sono anche fratello di uno che la casa se l’è vista demolire perché la frana di Bindo la sovrastava; e di una (sorella) che ha dovuto abbandonare la sua, di casa, vicino alla Rossiga in quel drammatico novembre del 2002. Loro due, quindi, doppi alluvionati.

Questo per dirvi che non ho nessuna voglia di scherzare con l’acqua, né con quella che scende dal cielo, né con quella che deve continuare a scendere libera cantando nei torrenti.

Ma è forse perché ricordo bene, anche se avevo solo otto anni, il 4 novembre del 1966 e tutto ciò che quella data significò per la mia famiglia, che non posso non abbozzare un lieve sorriso nell’apprendere la notizia di una “moderata criticità” che sta per esplodere nella nostra Valle.

Mi auguro solo che l’autore dei bollettini riesca a gridare al lupo prima che il vero lupo arrivi; riconosco trattarsi di un compito non facile, per cui continuiamo ad aspettarci, ogni volta che una perturbazione busserà alle nostre porte, l’avviso per la misteriosa area C che, di questo passo, è destinata a superare in citazioni la mitica Area 51 del deserto del Nevada.

D’altronde, come specie colpevole di aver trattato a calci in culo il pianeta che la ospita giusto lo spazio di un sospiro, non possiamo che accettare di pagare il dazio delle nostre malefatte (e spesso, come ampiamente dimostrato, quelle dell’ignavia di chi abbiamo mandato a governarci).

Ma non voglio parlare del tempo solo in negativo, non sarebbe equilibrato.

Grigne da CortabbioAvete visto che cambiamento in un paio di giorni? Sembrava d’essere in estate con i boschi che si rifiutavano di cambiare vestito, e invece, simsalabim, freddo e neve hanno scoperchiato la pentola del loro letargo imbiancando le cime e dipingendo dei colori dell’autunno i nostri posti bellissimi.

Uno spettacolo strepitoso che probabilmente (per le ragioni di cui sopra) non meriteremmo di godere: ma forse chi fa girare l’Universo, bontà sua, vede gli innocenti fortunatamente ancora prevalere sui colpevoli e ha deciso di non privare della magia imperscrutabile delle stagioni che si rincorrono noi che sopravviviamo “tra l’incudine di Dio e il martello dell’umanità” (“Ma che amico sei” – Sergio Caputo – 1990).

Per cui, godiamoci questo ennesimo immeritato omaggio della natura, ovviamente mantenendo un atteggiamento “moderato”, così come si conviene ad esemplari cittadini non eccessivi, equilibrati e ragionevoli che popolano l’Area C.

Buona domenica.

BENEDETTI TESTINA
Riccardo
Benedetti

 

 

 

 

 




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