LA LECTIO DI DON GRAZIANO: IL PERDONO DI DIO RIABILITA LA PERSONA



Anche se tutti siamo imperfetti, accusando gli altri come inquisitori, ci crediamo innocenti. Ci sembra la cosa più naturale gettare la colpa sugli altri. Per questo il proverbio dice che se la colpa fosse una ragazza resterebbe zitella, perché nessuno la vuole.

Si cerca e si indica sempre un capro espiatorio, sia a livello politico e sociale, sia a livello familiare e coniugale, sia a livello occupazionale e economico, sia a livello religioso ed ecumenico e a livello tecnico (la colpa è sempre del computer che si è rotto).

Chiunque può, lancia la palla all’altro: chi sta sopra a chi sta sotto e viceversa. Come siamo ipocriti: così crediamo di giustificarci. Quegli scribi e farisei del Vangelo non erano molto peggiori di noi, che percepiamo la pagliuzza nell’occhio dell’altro e non vediamo la trave nel nostro.

Senza dubbio è un controsenso clamoroso costituirsi giudici degli altri. Questa è competenza esclusiva di Dio, l’unico che conosce fino in fondo la persona e pertanto può valutare la responsabilità e la colpevolezza di ognuno.

Gesù ha parlato ed agito in modo molto diverso dal nostro. “Io non ti condanno”. “Non giudicate e non sarete giudicati.

Non condannate e non sarete condannati. Con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio” dice Gesù.

Oltre a giudicare gli altri, tutti tendiamo più o meno inconsapevolmente a pensare che il mondo sarebbe migliore e la società più giusta, se cambiassero gli altri, i cui difetti conosciamo bene. E così come giudici improvvisati, giustifichiamo il nostro vicendevole egoismo, la nostra apatia, i nostri comodi, e le nostre pigrizie.

Dimentichiamo che la radice del male e delle ingiustizie è dentro ognuno di noi. Se non riconosciamo questo, non migliorerà niente nè dentro né fuori dio noi.

Oggi è l’occasione per chiederci in che cosa possiamo migliorare una situazione che lamentiamo attorno a noi: crisi matrimoniale e familiare, divorzio e aborto, indifferenza e insicurezza, droga e disoccupazione, tensione e violenza.

A queste domande molti rispondono semplicemente: niente. Ci siamo abbandonati all’indifferenza ed allo sconforto, convinti che non ci sia niente che possa modificare il mondo, le persone e le cose.

Falso!

Molto potrebbe cambiare se ognuno di noi portasse un po’ di amore, di speranza e di gioia. O Gesù che lezione ci dai: noi inquisitori a buon mercato che denunciamo ed inquadriamo facilmente gli altri.

Tu invece offri sempre una seconda opportunità. Davanti a te, o Gesù, siamo tutti peccatori, il riconoscerlo è la nostra salvezza, l’ unica via d’uscita.

don graziano primalunaDon Graziano vicario parrocchiale

Penultima domenica dopo l’Epifania
detta “della Divina clemenza”
Domenica 19 febbraio 2017

Gv 8, 1 – 11 – Cicolo “A”
Un perdono che rigenera




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