SETTIMANA SANTA/ARRIVO DEGLI OLI SANTI E LAVANDA DEI PIEDI AI BAMBINI NELLA PREPOSITURALE DI PRIMALUNA



PRIMALUNA – Dopo la messa crismale presieduta e concelebrata con il clero ambrosiano in Duomo con l’arcivescovo di Milano Angelo Scola, nel pomeriggio di giovedì la cerimonia della ricezione degli Oli Sacri nella Prepositurale dei Santi Pietro e Paolo a Primaluna. Presenti i ragazzi che nel prossimo mese riceveranno la Cresima: hanno condotto all’altare gli oli crismale, degli infermi e dei catecumeni.

Don Marco Mauri ha celebrato la cerimonia, spiegando ai numerosi presenti che quella del mattino in Duomo è stata l’unica messa in programma in tutta la Diocesi nella mattinata del Giovedì santo quando vengono benedetti gli Oli e viene consacrato il Crisma, destinati alle parrocchie per essere utilizzati nell’amministrazione dei sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell’Unzione degli infermi e per ungere i Catecumeni. La parrocchiale di Primaluna è il centro decanale dove arriveranno le altre parrocchie a prendere tali Oli.

Inoltre don Marco ha lavato i piedi a 12 bambini e bambine della Comunità Pastorale della Madonna della neve in rappresentanza di quelli, tutti presenti, che riceveranno la prima comunione sempre nel prossimo mese. Il Vangelo di Giovanni, al capitolo 13, racconta l’episodio della lavanda dei piedi: Gesù “avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine”, e mentre il diavolo già aveva messo nel cuore di Giuda Iscariota, il proposito di tradirlo, Gesù si alzò da tavola, depose le vesti e preso un asciugatoio se lo cinse attorno alla vita, versò dell’acqua nel catino e con un gesto inaudito, perché riservato agli schiavi ed ai servi, si mise a lavare i piedi degli Apostoli, asciugandoli poi con l’asciugatoio di cui era cinto.

Bisogna sottolineare che a quell’epoca si camminava a piedi su strade polverose e fangose, magari sporche di escrementi di animali, che rendevano i piedi, calzati da soli sandali, in condizioni immaginabili a fine giornata. La lavanda dei piedi era una caratteristica dell’ospitalità nel mondo antico, era un dovere dello schiavo verso il padrone, della moglie verso il marito, del figlio verso il padre e veniva effettuata con un catino apposito e con un “lention” (asciugatoio) che alla fine era divenuto una specie di divisa di chi serviva a tavola  (Cfr. Famiglia Cristiana).


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