PANATHLON DI LECCO IN VALSASSINA: SERATA COI PIONIERI DEL VOLO LIBERO



PRIMALUNA – Trasferta valsassinese per il Panathlon Lecco che martedì sera è stato ospite a Primaluna per la conviviale di giugno, l’ultima prima della pausa estiva (gli incontri riprenderanno a settembre).

La serata è stata dedicata al volo libero: invitati speciali Enrico (Chicco) Patuzzi, istruttore di volo e fondatore nel 2005 della scuola di parapendio A.S.D. FlyLibell, Fernando Maroni, pilota di parapendio e deltaplano, Pierino Maroni e Silvio Acerboni, due veri e propri pionieri del volo libero in Valsassina, che prima dell’inizio della serata hanno offerto un’esibizione proprio sopra i cieli del Centro Valsassina.
VOLO LIBERO PIONIERI VALSASSINA E BENEDETTI AIROLDI

Le prime prove pratiche di volo libero in deltaplano come raccontato dagli ospiti della serata risalgono agli anni sessanta: fu l’istruttore di sci nautico Bill Moyes a pensare di trainare al motoscafo lo sciatore attaccato a un aquilone (o ala com’è meglio conosciuto il deltaplano), sollevandolo. In Italia la diffusione della disciplina si deve ad Alfio Caronti – socio dell’oramai ex Federazione Italiana Volo Libero – che portò in Italia il primo deltaplano mai visto, appartenente proprio a Bill Moyes che decise di venderlo in seguito ad un incidente. I primi voli, come spiegato, erano sempre a traino. La data chiave è il 4 novembre del 1971, quando Caronti effettuò il primo volo autolanciato (in Europa) decollando da 1.400 metri di quota, sopra Moltrasio.

Pionieri della disciplina in Valsassina furono Silvio Acerboni e Pierino Maroni, che con il loro estro, voglia di avventura e inventiva contribuirono a diffondere il volo libero nel nostro territorio. Acerboni, inventore, ricorda bene il suo primo volo: “Avevo passato mesi e mesi a mettere a punto il deltaplano, la tela era stata cucita da mia nonna – ha raccontato – quanto finalmente tutto era pronto ho scelto come punto di lancio il cimone di Margno, sopra le Betulle: il decollo andò bene, ma alla fine mi ritrovai sulle piante sottostanti, incastrato. Però ero riuscito a decollare!” ha riso.

DELTAPLANO A TERRA E MACCHININAL’arrivo del parapendio avviene una decina di anni dopo, a metà anni ’80: “L’avvento di questa macchina – ha spiegato Chicco Patuzzi – permise di volare in modo più semplice. Oggi l’utilizzo del deltaplano è per lo più agonistico. Per volare si sfruttano le correnti ascensionali, se le condizioni sono buone e lo permettono un volo può durare anche 9 ore, e le distanze che si possono coprire arrivano anche fino a 800 km”. Appassionato di volo fin da quando era bambino Chicco Patuzzi ‘approda’ in Valsassina dalla Val d’Aosta: “Prima vivevo a Fiumelatte poi ho scoperto la Valsassina e, soprattutto, l’Alpe Giumello. Venendo dalla Val D’Aosta ero abituato a bei panorami, ma questo era davvero mozzafiato. Ho trovato casa a Taceno e ci sono rimasto” ha raccontato Patuzzi che nel 2005 decide di trasformare la passione per il volo in un vero e proprio lavoro, fondando la scuola di parapendio FlyLibell, a Taceno. In questo modo Chicco e i suoi assistenti offrono la possibilità di provare l’emozione del volo in parapendio a tutti: “Non ci sono grosse controindicazioni, possono provare a volare i bambini, gli adulti, gli anziani, se in buona salute. Da qualche anno proponiamo il volo in parapendio anche alle persone diversamente abili”.

Presso la scuola FlyLibell poi è possibile frequentare dei corsi specifici per chi vuole imparare a volare in autonomia, un percorso lungo diversi mesi come spiegato.

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