LA LECTIO DI DON GRAZIANO: RENDETE A CESARE CIÒ CHE È DI CESARE E A DIO…



La celebre sentenza di Gesù: “Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”, isolata dal suo contesto di controversia, è stata interpretata come una richiesta o esigenza di distinzione equidistante tra i due ambiti di doveri: quelli religiosi (Dio) e quelli civili o politici (Cesare). La questione posta a Gesù dagli inviati dell’autorità religiosa di Gerusalemme è di carattere religios, ma con risvolti politici.

Pagare le tasse a Cesare o imperatore nella Palestina occupata, vuol dire riconoscere o meno il diritto all’imperatore sul popolo di Dio, Israele.

Gesù si sottrae alla domanda – trabocchetto con una scelta religiosa precisa. Gesù non scende nel conflitto delle competenze politiche, ma riafferma l’assoluta sovranità di Dio. Come nel caso del denaro, Gesù dichiara che non è possibile servire a due padroni: sul piano religioso l’unico Signore è Dio. In tale prospettiva si possono assolvere anche i doveri civili senza cedere al rischio dell’idolatria o del servilismo, Gesù dicendo di dare a Dio quello che è di Dio, ci aiuta a non dimenticare che tutto è di Dio, e che tutto abbiamo ricevuto da Lui e che a lui dobbiamo tornare!

E allora, Signore, secondo la tua promessa, noi aspettiamo da te il dono di un mondo rinnovato che ti renda gloria per sempre!

don graziano primalunaDon Graziano Bertolotti
vicario parrocchiale

Vangelo: Mc 12, 13-17

 

 




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