AMBIENTE/REGIONI PADANE BOCCIATE DA MAL’ARIA. LE PROPOSTE AI CANDIDATI



MILANO – “Di protocolli ne abbiamo abbastanza, adesso servono le azioni efficaci: una decisa lotta ai diesel e misure strutturali per incidere su traffico ed emissioni”. Questa la reazione di Legambiente alla lettura dei dati sull’inquinamento riportati dal dossier Mal’aria 2018 che sanciscono il fallimento del protocollo aria delle regioni padane.

Dando uno sguardo all’efficacia delle misure messe in campo, sono complessivamente 83 i comuni che hanno aderito al “Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’Aria”:  37 comuni con più di 30mila abitanti previsti dall’accordo e 46 che hanno aderito su base volontaria.

“Un risultato positivo – commenta Legambiente -, anche se l’adeguamento dei comuni chiamati a dotarsi di ordinanze è avvenuto con inerzie e ritardi rispetto al momento in cui (inizio ottobre) sarebbe stato opportuno poter disporre di questi strumenti ai fini delle attività di accertamento. A causa di forti limiti strumentali, l’azione di controllo dei veicoli circolanti è stata più episodica che sistematica in gran parte della province

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