DRAMMA DI BALISIO, IL COMMENTO: L’OPINIONE DI UN MOTOCICLISTA



È sempre una tragedia e un grande dolore quando un motociclista perde la vita sulle strade italiane. Fatalità, strade dissestate (come ad esempio a Roma), incuria, disattenzione, ma anche molta maleducazione da parte degli automobilisti.

Nico Cereghini, campione motociclistico degli anni Settanta, nato a Casargo ed editorialista del sito più importante sul motociclismo in Italia, www.moto.it, da anni è impegnato in una campagna per sollecitare la massima attenzione a chi si mette con la moto in strada, “giungla d’asfalto”. Il suo slogan “casco in testa ben allacciato” è da anni il suo refrain (anche su Italia Uno qualche anno fa).

Basta un niente, per provocare queste tragedie. Di solito molti danno la colpa al motociclista stesso:”andava troppo forte, doveva frenare in tempo”.

Non sappiamo di preciso come si sia svolta la dinamica dell’incidente di Balisio. Sappiamo però che molto spesso le cose non sono andate come molta gente immagina.

Soprattutto per quanto riguarda chi guida le auto: troppa disattenzione, specialmente quando chi deve guidare tiene il telefonino in mano, senza amplificatore bluetooth. Mettere le frecce poi è un vero optional: quasi nessuno le usa più, e chi guida in moto deve indovinare se chi viaggia davanti a lui svolterà a destra o a sinistra.

Poi la solita scusa;”non l’avevo visto” perché si sa, i motociclisti sono sempre invisibili! “Non l’avevo visto”: così si era giustificato un automobilista che a Calolziocorte, quattro anni fa, aveva mandato a sbattere un mio giovanissimo allievo su un palo della luce, cambiando improvvisamente direzione.

Certo, se uno si distrae chiacchierando al telefonino o guardando chissà che cosa, il motociclista che sta arrivando sulla strada è l’ultimo dei suoi pensieri.

Come in Val di Susa, dove addirittura un alcolizzato ha volutamente speronato con il suo camioncino una moto su cui viaggiavano in due, uccidendo sul colpo una povera ragazza. Questo l’aveva vista la moto, e voleva vendicarsi di una protesta che il ragazzo aveva fatto picchiando con le nocche sul furgoncino: solo 15 anni di carcere per un omicidio premeditato!

Sulle moto siamo deboli e indifesi (in attesa di una giacca airbag che sia meno costosa e anche meno pesante da portare): sarà meglio pensarci sempre ogni volta che acceleriamo con la manopola; il rischio, in questo sport che comunque rimane bellissimo, è sempre dietro l’angolo.

Le mie più sentite condoglianze ai familiari di Gabriele Orlandi Arrigoni.

Enrico Baroncelli

 




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