DAI SERVIZI FINO AL TURISMO: I TREND DEL LAVORO IN LOMBARDIA



La situazione occupazionale italiana, con un focus sulla Lombardia.

Il lavoro, si sa, è una delle maggiori preoccupazioni degli italiani di tutte le età, sia a causa delle recenti crisi che hanno coinvolto il paese e provocato gli ultimi fenomeni di disoccupazione, sia in quanto ricerca attiva da parte dei giovani maggiorenni, dei neo-laureati, degli inoccupati ma anche di coloro che hanno purtroppo perso la propria occupazione a causa della crisi stessa. Un fenomeno ampio e trasversale, insomma, anche se gli ultimissimi dati sembrano suggerire una tendenza in lievissimo miglioramento, con gli occupati in crescita rispetto alla fine dell’anno precedente (di 0,1 punti percentuali) e un tasso di occupazione perlopiù stabile, stimato al 58,7 per cento. Ecco alcuni dati più specifici in merito, provenienti dallo stesso bollettino mensile, per un, seppur temporaneo, più ampio quadro della situazione:

  • +56 mila dipendenti a tempo indeterminato
  • -16mila dipendenti a termine
  • -19 mila lavoratori classificati come “indipendenti”
  • +27mila uomini coinvolti nella crescita occupazionale
  • -6 mila donne interessate dall’aumento della situazione lavorativa

Sempre a questo proposito il testo “Il mercato del lavoro 2018. Verso una lettura integrata” – nato dalla collaborazione tra Gruppo di lavoro tecnico e del Comitato d’Indirizzo dell’Accordo fra Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Istat, Inps, Inail e Anpal – ha però parlato di una ripresa solamente parziale, almeno al tempo dell’indagine. Nonostante i dati incoraggianti, quindi, nella media dei primi tre trimestri del 2018 rispetto ai corrispondenti del 2008 il Pil si è attestato ancora a un 3,8 per cento sotto il livello cosiddetto “pre-crisi”, e gli occupati interni dello 0,5% in meno rispetto alla soglia considerata di normalità.

La Lombardia: alcuni dati sulle attività occupazionali della regione

Non tutte le regioni d’Italia seguono la stessa tendenza rispetto allo sviluppo della situazione occupazionale, tenendo conto delle risorse e del mercato del lavoro interno nella fase “pre-crisi”. Quanto alla Lombardia, nello specifico, secondo uno studio di Confindustria Lombardia, il tasso di disoccupazione nella regione, durante la crisi, ha avuto un aumento percentuale di 8 punti, per poi subire un calo nell’anno 2015 (dunque dopo ben 7 anni).

Industria, servizi e… turismo: un traino occupazionale regionale

I settori di traino dell’economia lombarda, anche a seconda delle diverse aree regionali, sono principalmente quello dell’industria e quello dei servizi, con una quota elevata di apporto del comparto turistico rispetto al turismo internazionale verso l’Italia in generale, grazie anche all’attrattività delle zone dei laghi. Secondo un report della Banca d’Italia i viaggi verso la regione sono motivati dal turismo, dal lavoro o dagli affari (con un 70 per cento di concentrazione in territorio milanese rispetto a quest’ultimo aspetto) oppure da motivi personali come, ad esempio, lo shopping, una delle passioni dei turisti come lo è anche il gioco. Basta del resto guardare quanti utenti si collegano ogni giorno a Internet per giocare oppure, ad esempio, per controllare se il casinò di Snai è affidabile, per capire quale possa essere l’apporto di questo settore all’economia di alcune zone fisiche, oltre all’online. A questo proposito basti pensare alla situazione di difficoltà di molti lavoratori dopo la chiusura del Casinò Campione d’Italia e all’aumento di incassi, invece, di quello di Lugano (+73 per cento rispetto al 2018, con un forte contributo delle slot machine e del tavolo verde).

La regione e il lavoro: le occupazioni più richieste in Lombardia

I lavori più richiesti nella regione

Secondo i dati della Camera di Commercio, il 30 per cento delle richieste lavorative arriva dai giovani al di sotto dei 30 anni. Nel 2017 del resto, su oltre 800 mila assunzioni o incarichi lavorativi, più di un terzo degli stessi erano rivolti proprio ai giovani sotto i 30 anni.

Tra i settori maggiormente in voga si trovano, specie nel capoluogo, anche a conferma dell’apporto turistico nell’economia regionale (49 per cento), quelli della ristorazione e delle attività ricettive, ma anche le attività di tipo commerciale e dell’industria alimentare (macchinisti e operai).

Anche gli impiegati amministrativi e contabili – specialmente in Brianza – sono stati richiesti nell’ultimo periodo, così come i dipendenti aziendali, con assunzioni rilevanti previste nella zona di Lecco.

Non mancano le richieste di tecnici in campo scientifico e nell’ingegneria, grazie anche alla concentrazione di start-up nel territorio.




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