IPERMERCATO IN ARRIVO SULLA PIANA DI PASTURO? “DANNI INIMMAGINABILI ALL’ECONOMIA DELLA VALLE, SALVIAMO I NEGOZI DI MONTAGNA!”



Caro Direttore,
siamo due cittadine legate da sempre alla Valsassina, residente da tutta la vita l’una e assidua frequentatrice come turista da prima della nascita l’altra. Ci accomuna, inoltre, la professione, perché lavoriamo assieme sul territorio offrendo, attraverso la nostra società, servizi di consulenza alle micro, piccole e medie imprese, della quali pertanto ben conosciamo le difficoltà.

Recentemente siamo venute a conoscenza di un probabile evento, che, se effettivamente autorizzato dalle istituzioni competenti, causerebbe a nostro avviso danni inimmaginabili all’economia della Valle.

Girano voci più che fondate che sulla piana di Pasturo, dove un tempo si teneva la Sagra delle Sagre, si voglia autorizzare l’apertura di un centro commerciale o quanto meno di un supermercato di una grossa catena della GDO ben nota dalla Brianza alla Valtellina!

Ci domandiamo se non sia necessaria una nuova governace, che Regione Lombardia si faccia parte attiva ed inizi ad esercitare un’intensa attività di controllo sulle decisioni e le attività di indirizzo delle amministrazioni pubbliche, in modo da garantire uno sviluppo sostenibile ed equilibrato del tessuto commerciale, a tutela della rete dei negozi del territorio, insostituibili presidi sociali.

Così come siamo curiose di sapere che posizione intenderà assumere la Comunità Montana, tutelerà l’economia dei Comuni o subirà il fascino dei Signori della Politica, che non si rendono conto che là dove avanzano i centri commerciali chiudono inesorabilmente i piccoli negozi di paese, schiacciati e messi in ginocchio dal gigante di vicinato?

Le botteghe di montagna tengono in vita i Paesi!

Sono luoghi di incontro e di servizio, quasi fossero un ufficio turistico, luoghi dove matura la comunità, non solo attività commerciali!

E questi negozi scompariranno con l’insediamento della Grande Distribuzione Organizzata!

I Paesi senza le botteghe, i bar, le vetrine di artigiani saranno più poveri. Perché sono luogo di aggregazione prima ancora che di acquisto.

Per non parlare della qualità dei prodotti locali: salumi, formaggi, mieli, marmellate, funghi, castagne, carni e trote! E del un rapporto di fiducia che si instaura con i negozianti nel tempo.

Certo, avere tutto ciò che serve a portata di carrello è allettante, anche se fare la spesa in totale anonimato mescolandosi tra la folla uccide le relazioni e i rapporti umani.

Noi non vogliamo che le saracinesche inizino ad abbassarsi! Noi vogliamo fortemente denunciare lo scempio che le amministrazioni locali vogliono attuare e dare voce a chi come noi vuole difendere le tradizioni e l’identità di un luogo magico quale è la Valsassina!

DIFENDIAMO le piccole realtà commerciali di Paese, DIFENDIAMO LE BOTTEGHE! SALVIAMO I NEGOZI DI MONTAGNA!

Se provate ad entrare in un piccolo negozio di paese potreste avere delle sorprese: i prezzi non sono poi così tanto più alti, gli imballaggi sono ridotti e non ci portiamo a casa peso inutile da buttare immediatamente! Troviamo prodotti tipici, di cui probabilmente ci siamo anche dimenticati! Compriamo meno, ma meglio perché i prodotti sono sempre freschi! E soprattutto riscopriamo una dimensione più umana, vitale e cortese, dove lo stress viene confinato e la quantità lascia il posto alla perduta qualità.

Desideriamo che la montagna continui a vivere, che alla desertificazione si contrapponga la ripopolazione e allora, facendoci portabandiera dello slogan già lanciato da Uncem, “compriamo in Valle, la montagna vivrà!”.

Giovanna Invernizzi
Marta Morea




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