CORTABBIO FESTEGGIA IL PATRONO SAN LORENZO BRUCIANDO IL ‘PALLONE’



CORTABBIO – L’unico San Lorenzo Martire della Valsassina, escludendo Ballabio, si festeggia a Cortabbio. La frazione di Primaluna nasconde al suo interno due autentici gioielli: la barocca chiesa di San Lorenzo e il santuario di Santa Maria Nascente, comunemente chiamato di Maria Bambina. La chiesa di San Lorenzo è molto antica e risalirebbe al 425 come dal blocco di marmo ritrovato nel 1756 in occasione dei lavori di sistemazione dell’altare. Si tratterebbe della più antica pietra sacra rinvenuta nel contado lombardo e il primo reperto cristiano in Valsassina.

Quest’anno sono stati gli Alpini del Gruppo locale a organizzare due giorni di festa, il 9 e 10 agosto, in onore del Santo martire – uno dei sette diaconi di Roma, dove venne martirizzato nel 258 proprio il 10 agosto.

A presiedere la messa sabato il prevosto don Marco Mauri che ha concelebrato assieme a don Filippo Pirondini e a don Stefano sacerdote originario del Myanmar. Durante la funzione si è bruciato il tradizionale pallone in quello che viene detto il Rito del Faro, di origine antichissime. A Cortabbio è ornato con una croce, una corona e delle palme (simbolo del martirio).

Al termine della funzione il bacio della Reliquia.

 

 

 

 




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