AIROLDI E LA CAMPAGNA DEL ROSSIGA: IL SINDACO DI INTROBIO INAUGURA A MODO SUO IL PONTE DI BINDO. A PETTO (QUASI) NUDO



CORTENOVA – Da una parte la parata (fors’anche un po’ eccessiva, trattandosi di un ponte inaugurato dopo lunghi lunghi lavori) di sindaci e personalità di vario genere, tra giacche qualche cravatta e molte fasce – non solo tricolori.

Il mondo “istituzionale” insomma. Quello ufficiale, magari paludato, felice di poter tagliare il benedetto nastro della mai tanto auspicata opera pubblica sul torrente Rossiga.

Dall’altra parte, dietro ai ‘colleghi’, un sindaco staccato dal gruppo.
Con la sua mise.

Adriano Airoldi, personaggio anticonformista e spesso stupefacente (per il suo agire), stavolta è andato forse oltre.

Rifuggendo la suddetta parata e quelle antipatiche giacche così ufficiali, arriva in buon anticipo al nuovo ponte in bici e con ardita tutina da sportivi delle due ruote, annunciando ai media che lui è lì, così, “perché voglio essere il primo ad attraversare in bicicletta“.

Fenomenale Airoldi.
Si affannano intorno a lui cronisti, macchine fotografiche e videocamere a immortalare questo primo cittadino atipico, che a petto (quasi) nudo affronta impavido la temperie – fa un freddo della madonna, specie a star fermi mentre gli altri, i paludati, celebrano e parlano, parlano… Ma il ponticello rimane chiuso, in attesa della fatidica sforbiciata al nastro e lui si infreddolisce. E se ne lamenta.

Poi, una volta concluse le chiacchiere e finalmente completata l’inaugurazione, eccolo felice di poter coronare due sogni: essere per davvero il primo ciclista ad attraversare il Rossiga sul nuovo manufatto (applausi) e pure poter indossare una calda tuta ché – sportivo o meno – l’Adriano ha una certa età e qualche malanno alle spalle.

La conclusione del pezzo richiama l’apertura (la foto in copertina).

L’affrontare a petto nudo le situazioni ricordava qualcosa al cronista: ecco allora una qualche “affinità” tra l’immagine di un leader di qualche ventennio fa, apprezzato dalle masse – che poco dopo in gran parte l’abbandoneranno, negando di averlo mai idolatrato – e quella del borgomastro dei giorni nostri.

Decisionista, sprezzante e a tratti quasi ducesco, certamente altero nella sua tutina da sportivo alla moda.

VN

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