MA QUANTE FALENE! TUTTO SULLE FARFALLE NOTTURNE ATTRATTE DALLA LUCE



Un raro esemplare valsassinese di “Sfinge testa di morto”

VALSASSINA – Le falene: insetti notturni, appartenenti all’ordine dei lepidotteri, come le farfalle, ma con abitudini diverse. Le farfalle volano di giorno, con la luce del sole, mentre le falene prediligono il buio e le tenebre. Per questo motivo si intrufolano nelle nostre case attratte da fonti luminose artificiali. In natura la loro presenza è maggiore rispetto a quella delle farfalle, ed è più facile imbattersi in una falena piuttosto che in una farfalla; basti pensare che le “farfalline” che purtroppo a volte troviamo nelle dispense non siano altro che falene.

Altra caratteristica che le distingue dalle farfalle è la colorazione: mentre le farfalle hanno dei colori accesi e vistosi, le falene hanno colori poco appariscenti e sono ricoperte da una peluria sulle ali, sulla testa e sul torace. La dieta di questo insetto varia dalla lana, al nettare, passando per la corteccia degli alberi. Un’importante fonte di nutrimento è rappresentata dalla cheratina presente nei capelli e nella pelle degli umani. Per questo motivo infesta gli armadi e i cassetti, provocando fori nei capi di abbigliamento. Alcune specie abitano sugli alberi e sono dei veri e propri parassiti, ma svolgono un ruolo importante per la riproduzione vegetale: infatti contribuiscono alla diffusione di semi e pollini in quanto insetti impollinatori.

Caratteristica sgradevole è il liquido che secernono contro i predatori, tra i quali uccelli e formiche, che vanno ghiotti di falene.  Il significato del nome falena vuol dire “ali con squame” ed è ispirato all’aspetto un po’ sgradevole, che prevede la presenza di ali caratteristiche che sono formate da squame, come se fossero tegole di un tetto.

In alcune culture ci sono delle credenze e superstizioni popolari legate alla presenza delle falene: alcune vedevano la rappresentazione spirituale di streghe nei corpi degli insetti, altre consideravano che la presenza di una falena in casa, soprattutto se di colore nero, portasse sfortuna. In realtà, l’unica specie da cui bisogna guardarsi è la falena pruriginosa (processionaria), la cui polverina derivante dal battito d’ali si credeva addirittura provocasse la cecità o la morte. Le più grandi falene, con un’apertura alare di 30 centimetri si trovano in Nuova Guinea, mentre in Valsassina troviamo degli esemplari che vanno da 15 millimetri fino a un massimo di 15 centimetri.

I.B.




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