C’È L’EMERGENZA CORONAVIRUS MA MOGGIO PENSA ANCORA AL COMUNE UNICO. IL VICESINDACO LANCIA IL “DIBATTITO ISTITUZIONALE”



ALTOPIANO VALSASSINA – Si scrive Combi, si legge Locatelli: il vicesindaco di Moggio è storico sodale del dominus della politica di centro destra in Altopiano e in quasi tutta la Valsassina, quell’Umberto che ha messo insieme la famose “magliette” in Comunità Montana – curando l’elezione (guarda caso) di un delegato del suo territorio alla presidenza della Comunità Montana.

Ed ecco allora che il Davide Combi se ne esce con un appello che sa di manifesto politico – magari un tantinello fuori luogo: chi pensa alle fusioni di Comuni nel bel mezzo della Pandemia?… Addirittura, il Combi, intitola la sua lettera inviata a tutti i consiglieri, sindaci e assessori della zona “Avvio dibattito istituzionale Comune Unico dell’Altopiano“. Unico con la U maiuscola, quasi a sottolineare l’importanza del concetto, lo stesso che più volte è stato evocato ma puntualmente altrettanto respinto.

Ecco in anteprima assoluta la missiva, “istituzionale” ma su carta semplice e a firma del solo Combi:

Questo il testo fatto girare tra le amministrazioni dell’Altopiano.

Curiosamente, all’autore è sfuggita una gaffe abbastanza clamorosa, definendo la sua come una “proposta PAVENTATA ormai da tempo”. Peccato che paventare significhi l’esatto opposto di quanto ritenga chi sostiene un progetto:

Ma forse Combi intendeva con la sua frase ricordare come la proposta del Comune unico abbia proprio “spaventato” gli abitanti, al punto da far respingere l’idea tanto cara alla sua parte politica, mai realizzata ma nemmeno seriamente progettata.

In ogni caso, il momento (strategicamente) sembrava buono, dopo le elezioni che nel 2019 avevano portato al governo della “riottosa” Barzio un altro soggetto fortemente voluto da Moggio e i moggesi, al posto di un orgoglioso difensore della “autonomia” barziese rispetto a velleità unionistiche quale il precedente primo cittadino Andrea Ferrari.

Purtroppo per i fautori della fusione dei 4 Comuni in uno solo, che la “sponda” dell’altro paese importante (Cremeno) sia clamorosamente venuta meno a causa dello scazzo originato dalle manovre compiute mesi fa “sotto il naso” del sindaco Pier Luigi Invernizzi. Elemento ritenuto fino ad allora vicino alle istanze di Combi-Locatelli & C. ma attualmente in rotta con il gruppo dei sostenitori del Comune unico. Che avrebbero palesato l’idea di rimpiazzare Pigi alle vicine elezioni del 2021 con un sostituto meno moderato del borgomastro in carica, proprio sul fronte del Comune unificato.

Insomma, “ripresa” Barzio ma “persa” Cremeno. E se per realizzare le fusioni delle amministrazioni locali ci vuole l’unanimità, ecco che il dibattito parte già con un bell’handicap politico prima ancora che “istituzionale”.

VN

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