LETTERA/IPERAL E QUANT’ALTRO SULLA PIANA: “SERVIVA UN NUOVO IPERMERCATO PER DARE LA SVEGLIA AI NOSTRI AMMINISTRATORI?”



Egregio Direttore, mi complimento con Lei e per aver portato all’attenzione dei valsassinesi anche più distratti il problema dell’aggressione territoriale che la Valle sta subendo nel generale torpore che, almeno in apparenza, avvolge la vita politica e amministrativa che in realtà zitta zitta si fa i fatti suoi alla faccia di tutti.

Una volta ancora bisogna ringraziare ValsassinaNews perché, lanciando il sasso in piccionaia, ha fatto sapere quel che sta avvenendo e che i valsassinesi scoprirebbero solo quando spuntano ruspe e gru e ormai sarebbe troppo tardi per difendere un altro pezzo di Valsassina che verrà irrimediabilmente e anche inutilmente cementificato per sempre.

Le reazioni dei lettori sono state quasi tutte negative e questo dà il polso della situazione e del comune sentire della nostra gente che chiede tutele per il territorio.

C’é poi chi per darsi un tono ma assai tardivamente vuol fare il buon papà di tutti noi e si preoccupa per la perdita di attrattività della Valle e dispensa saggezza raccontandoci che ormai é giunta l’ora di superare steccati comunali e ideologici, superando anche il colore delle “magliette” per affrontare i problemi della Valsassina con una visione e un’ottica comune. Lo chiedo con rispetto, ma dove é stato fino adesso? Nell’uovo di Pasqua? Se ne accorge dopo svariati lustri di silenziosa presenza, senza però schierarsi ufficialmente in nessun partito e dunque rimediando un peso specifico nelle scelte locali pari o uguale a zero? E poi ci si lamenta per la mancanza di rappresentanti della Valsassina ai tavoli che contano? Anche in politica non si regala niente! Non lo sapeva?

Si auspica giustamente il confronto e il dialogo ma farlo solo quando si sta abbandonando la partita “per raggiunti limiti di età” non serve a niente e quella predica che gronda lungimiranza, suona come le ironiche parole di un illuminato cantautore genovese che la sapeva lunga in fatto di umanità dolente: si danno “buoni consigli quando non si può più dare cattivo esempio”. Troppo comodo indicare la via ai successori quando si é stati comodamente e sempre dietro le quinte rimediando insuccessi e cocenti delusioni per quando riguarda i temi sovraccomunali. Così si potranno attribuire a quelli che almeno hanno fatto vedere la faccia?

In Valsassina c’é anche chi é molto “più concreto” e saltabeccando da un partito all’altro si arrabatta come può per mantenersi la traballante cadrega, costi quel che costi. Per dirla tutta e questa volta con le parole dell’ex senatore leghista valtellinese Jonny Crosio, che in questi giorni ha lasciato il suo partito, anche a casa nostra avviene proprio questo: “Programmazione e dibattito, che sono il pane quotidiano della vita politica, sono stati sostituiti dal mercanteggiare per la distribuzione di risorse economiche”. Come si dice, non é un bello spettacolo!

Riuscissero almeno a risolvere, del tutto, i problemi che assillano questo territorio si potrebbe anche chiudere un occhio sull’estetica ma per quanto si è visto, l’incapacità regna sovrana e la fiducia dei valsassinesi è calata ai minimi storici. Si chiedono, infatti, come sia possibile che su entrambi i lati della barricata ci siano sempre le stesse facce: non sarebbe ora, questo si, di decidere se nella vita uno vuol fare politica o intrapresa? Certo, in entrambi i casi serve avere in tasca qualche talento e non solo inconfessabili appetiti.

Mi sono spiegato?

Un valsassinese

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