DON GABRIELE COMMENTA IL VANGELO DELLA 3ª DOMENICA DOPO PENTECOSTE



Il Vangelo di oggi, che cronologicamente ci porta al tempo natalizio, va letto alla luce delle letture precedenti: la prima lettura che parla del peccato originale e della conseguente caduta di tutta l’umanità, e il brano di Paolo che dice: come per la caduta di un solo uomo tutta l’umanità ne fu coinvolta, così per la giustizia di uno solo, Gesù, tutta l’umanità potrà essere salvata. Alla luce di queste due letture, emerge quanto l’angelo dice a Giuseppe: “…lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”. E’ quanto proclamiamo nella Messa, prima della Comunione, quando mostriamo il Pane spezzato che è il Corpo di Cristo morto per noi sulla Croce, e diciamo: “Ecco l‘Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo”.

Se pensiamo alla vastità del peccato del mondo ci chiediamo come sia possibile che il sacrificio di Gesù, significato dal Pane eucaristico spezzato, sia capace di vincere il peccato del mondo: quale sproporzione fra la violenza del male nel mondo e l’inermità di quel Pane consacrato!

Ma se poi pensiamo che quel pane è il Corpo di Gesù, il Figlio di Dio morto per noi sulla Croce, allora nasce in noi un’altra considerazione: perché Dio non ha usato la sua onnipotenza, ma ha scelto questa via di umiliazione per vincere il peccato del mondo?

Se è vero che Gesù ha usato a volte parole fortissime di rimprovero e di minaccia verso chi faceva il male, Egli voleva una giustizia che partisse dal cuore dell’uomo: “E’ lì, diceva Gesù, che si concepisce ogni forma di male”.

E per far nascere nell’uomo la consapevolezza della gravità del male e il desiderio di cambiamento, Gesù, il Figlio del Dio onnipotente, volle mettersi nelle nostre mani nella debolezza e nella umiliazione, fino alla Croce.

La salvezza nasce dal saper avere uno sguardo di infinita compassione, per quanto ne siamo capaci, su questo Gesù.

Ma non illudiamoci di essere capaci di uno sguardo così su Gesù, se invece proviamo tanta durezza o indifferenza nel guardare ad un altro uomo che soffre, qualunque uomo.

Nel sacrificio di Gesù c’è tutta la forza di Dio per poter vincere il peccato di tutto il mondo, di tutta la storia umana; eppure il Signore chiede la nostra collaborazione per salvare il nostro mondo di oggi.

Quanti sacrifici, quante fatiche, quanti atti nascosti di giustizia, di solidarietà, di bontà, quante discriminazioni o derisioni subite perché si cerca di essere fedeli a Gesù sulla via vissuta e indicata da lui: “Chi vuol venire dietro a me, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua“!

Ci conforti la certezza del Vangelo di oggi: unite al sacrificio di Gesù, sono queste le cose capaci di vincere anche oggi il peccato del mondo.


Don Gabriele

Vicario parrocchiale

 

 

 

 

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