Che contrasto tra le parole di Isaia e quello che viene raccontato nel Vangelo in merito al venire in mezzo a noi di Dio. Isaia raccomanda al popolo di Israele di preparare l’ingresso nella città di Gerusalemme del messia vincitore. Un messia che indossa una veste rossa perché tinta con il sangue dei nemici. Si tratta di spalancare porte; spianare strade, liberandole da macigni; di innalzare un vessillo.
Nel Vangelo ci viene raccontato che Dio viene in un altro modo. Non viene con eserciti, entra nella nostra storia in un piccolo insignificante villaggio, Nazareth, precisamente da una casa di una giovane: Maria. E viene non per farci paura ma per farci rallegrare. Precisamente non passa neppure da una porta. “entrando da lei”. È il grembo di Maria la porta attraverso la quale Dio viene a donarci la salvezza.
Dio viene per tutti chiedendo a Maria la sua collaborazione, ha bisogno di lei. Che differenza con l’irruzione salvifica di Dio che aveva predicato Isaia! È anche così diverso ciò che viene chiesto da Dio per poter avere a che fare con noi! Non si tratta di un venire da conquistatore: “Sgombrate! Spianate!” ma un venire con il nostro aiuto, con l’aiuto della libertà di una donna umile che si consegna generosamente alla sua volontà di salvezza e di grazia per tutta l’umanità. Viene e ha bisogno di qualcuno che collabori con lui!
A Maria, per essere salvezza per tutti, Dio chiede “solo” tutto quello che è e che può. Chiede che sappia dire “sia fatta per me la tua volontà”, che si fidi e affidi a lui, nella certezza che da lui per noi arriverà sempre e solo gioia, pace, pienezza di vita, amore.
Le domande di Maria all’angelo Gabriele ci dicono molto di Maria. Ha compreso che Dio non si impone ma si dona. Domanda perché vuole capire in che modo offrire se stessa. La “ricolmata di grazia” desidera essere veramente “serva” del Signore.
Dio chiede permesso a Maria, chiede di essere ospitato e poi inizia ad essere con noi, in mezzo a noi, per sempre. Lo ha chiesto con coraggio perché non sapeva quale poteva essere la risposta di Maria.
Dio chiede permesso anche a noi con lo stesso fremito per avere a che veramente con la nostra vita, lo chiede con coraggio e un amore infinito per la nostra libertà.
Lo ha chiesto a Maria ed è nato Gesù, lo chiede a noi e anche noi lo possiamo rendere presente nella nostra carne, nella quotidianità della nostra umile vita.

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Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo







