TALEGGIO (BG) – Il cerchio si è stretto attorno a Nouri Hedhili (in copertina), 53 anni, tunisino residente a Verdellino, incensurato e con regolare permesso di soggiorno. L’uomo è accusato di omicidio volontario per la morte di Hassan Saber Qamer Ahmed Matrid, 43enne egiziano trovato senza vita il 5 gennaio lungo la provinciale 25 in Val Taleggio, sotto alcune coperte in una piazzola di sosta.
Secondo le indagini, Hedhili e Matrid si conoscevano per motivi di lavoro: il primo è un artigiano edile, il secondo collaborava saltuariamente come muratore. Domenica 4 gennaio, Matrid si trovava nell’abitazione di Hedhili a Verdellino per eseguire lavori, anche sul tetto. Da quel momento, la ricostruzione diventa confusa. Il tunisino sostiene che si sia trattato di un incidente, una caduta dal tetto, ma le versioni fornite agli inquirenti sono state contraddittorie, minando la sua credibilità.
Hedhili ha ammesso di aver spostato il corpo e di averlo caricato sul suo furgone, un Renault Master bianco, per poi trasportarlo fino a Taleggio, a circa 50 chilometri di distanza, dove lo ha abbandonato tra le 5:57 e le 6:15 del 5 gennaio. Un comportamento che gli investigatori ritengono inspiegabile se davvero si fosse trattato di un incidente. Il corpo presentava gravi traumi alla testa compatibili con un’azione violenta. L’autopsia è prevista per venerdì all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo.
Le indagini, coordinate dalla pm Maria Esposito e condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo, hanno ricostruito i movimenti di Hedhili grazie ai tabulati telefonici, alle telecamere di sorveglianza e ai sistemi di lettura targhe. È stato accertato che alle 10 del 4 gennaio Matrid era a casa di Hedhili e che poco dopo quest’ultimo si è allontanato a piedi, per poi ripartire con il furgone alle 11:05. Il fermo è scattato la sera del 6 gennaio, dopo ore di interrogatori in cui l’indagato ha fornito più versioni dei fatti.
Gli inquirenti ipotizzano una lite per motivi di lavoro degenerata in tragedia, ma Hedhili continua a negare ogni responsabilità, ribadendo la tesi dell’incidente. Non risultano sequestri nell’abitazione di Verdellino, mentre il furgone è stato posto sotto sequestro. È stato ritrovato anche il cellulare della vittima, gettato in un tombino, su indicazione dello stesso indagato.
Giovedì mattina Hedhili comparirà davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia, mentre la famiglia di Matrid – sposato e padre di due figlie – attende risposte sulla morte dell’uomo.
RedCro







