CRANDOLA VALSASSINA – Scossone nel mondo meloniano della Valsassina: il sindaco di Crandola Matteo Manzoni ha rassegnato le proprie dimissioni da Fratelli d’Italia, formalizzando una scelta definita “immediata ed irrevocabile” in una lettera indirizzata al presidente provinciale del partito Alessandro Negri, con copia alla leader nazionale Giorgia Meloni, al coordinatore regionale Carlo Maccari e al direttivo lecchese.
Nella missiva, datata 29 giugno 2026, Manzoni ripercorre i suoi cinque anni di militanza nel partito, tracciandone un bilancio “assolutamente negativo su ogni versante” e criticando in particolare la gestione della compagine lecchese. Il primo cittadino di Crandola rivendica di aver sempre considerato la destra come un modello di condotta improntato “alla massima rettitudine”, ma contrappone a questa visione il “modello di comportamento” della dirigenza provinciale, giudicato strutturalmente opposto alle sue aspettative.
Con la rottura politica si chiudono contestualmente anche gli incarichi interni ricoperti da Manzoni: il sindaco lascia infatti la vice?presidenza provinciale di Fratelli d’Italia e le funzioni di commissario/referente del Circolo FdI Alta Valsassina, segnando un vuoto pesante nell’organizzazione territoriale del partito in valle. La lettera, dal tono al tempo stesso formale e amaro, si chiude con una frase che suona come un saluto definitivo alla dirigenza: “Come ti ho già detto, vai avanti così che vai bene…”. Il passaggio di Manzoni nelle fila di Vannacci pare a questo punto scontato.
Il passo indietro di Manzoni arriva a pochissimi giorni da un’altra scossa nella galassia meloniana lecchese: a Lecco il consigliere comunale Paolo Fiocchi, recordman di preferenze alle recenti amministrative, ha infatti lasciato Fratelli d’Italia per approdare a Futuro Nazionale, il movimento che fa riferimento al generale Roberto Vannacci, con conseguente ingresso nel gruppo misto a Palazzo Bovara. Una decisione che, alla vigilia del debutto del nuovo consiglio guidato dal sindaco Filippo Boscagli, è stata letta dagli osservatori come un vero e proprio “terremoto” nel centrodestra lecchese, incrinando l’unità della coalizione vincente.
Nel giro di pochi giorni, dunque, Fratelli d’Italia perde un pezzo di peso in città e un punto di riferimento istituzionale in Alta Valsassina, alimentando la percezione di un partito attraversato da tensioni profonde sul territorio. Le vicende Fiocchi e Manzoni, pur maturate in contesti diversi, contribuiscono a disegnare un quadro di forti sommovimenti nel mondo della destra lecchese – e, per riflesso, in quella lombarda – proprio mentre la formazione guidata da Giorgia Meloni tenta di consolidare il proprio ruolo di guida del centrodestra in vista delle prossime scadenze amministrative.
Ma non è finita: siamo come noto alla vigili del “rimpasto” della giunta esecutiva della Comunità Montana che vedrà la “cacciata” degli assessori Bonazzola e Gianola (FdI) dopo il fallito blitz a Parlasco dove l’ala zamperiniana aveva cercato di far cadere il sindaco leghista Pomi e di conseguenza il presidente della CM Canepari (assessore esterno proprio nel piccolo paese valsassinese). Si dava per probabile una delega proprio a Manzoni – meloniano ma “indipendente” – però a questo punto l’eventuale passaggio di quest’ultimo a Futuro Nazionale potrebbe rimescolare le carte.
RedPol







