Dadati e l’articolo di Piolini: ”Ogni valligiano ha venduto case ai turisti”



In realtà, Dadati dimostra di apprezzare ampie parti dell’articolo pubblicato su Valsassinanews, ma ne critica il carattere "scolastico" (d’altro canto proprio del resoconto di una lezione si trattava), risultandone a suo avviso una nota "puramente teorica". Il contenuto della sua lettera però va ben oltre, innescando una forte polemica nei confronti di "amministratori e cittadini della Valsassina".

Di seguito, il testo integrale della e-mail inviataci dall’assessore al Turismo della Provincia di Lecco, a cui fa seguito un nostro breve commento editoriale.
 

Gentile direttore,

ho letto la nota dell’ing. Flavio Piolini sul tema dello sviluppo montano e turistico. Le chiedo la cortesia di ospitare alcune considerazioni sintetiche.

Ritengo che l’intervento sia corretto nell’analisi anche nell’ultima parte dove si scrive “Da quanto esposto risulta evidente che il rilancio del turismo della Valsassina abbia bisogno di un soggetto che sia in grado di definire una strategia integrata su tutto il territorio, che ne valorizzi e ne sviluppi le molteplici risorse e le sappia promuovere in un mercato turistico sempre più competitivo”.

Mi permetta, però, di evidenziare che nota ha un carattere scolastico, è puramente teorica e non raffrontata alle realtà territoriali ed alle risorse economiche disponibili.

Con il coordinamento di Provincia di Lecco ed il sostegno di Regione Lombardia in Valsassina tutti stanno lavorando insieme: Comunità Montana, Comuni, consorzi, associazioni di categoria e società private mettendo in campo non solo gli strumenti indicati nella nota l’ing. Piolini, ma anche un’integrazione tra settori complementari: agricoltura, industria, artigianato, commercio e cultura.

La Valsassina ha moltissima strada da fare, prima di tutto sotto un profilo culturale che porti ad un cambiamento di mentalità da parte degli operatori e della popolazione, in questo senso apprezzo molto l’intervento per la sua valenza di ulteriore attenzione al tema.

Credo che mai come oggi la Provincia di Lecco ed il Sistema Turistico del Lago di Como stiano lavorando per lo sviluppo turistico della valle, trasformando in concretezza lezioni e parole.

Certo è che la crescita del territorio chiede un impegno che è ben superiore alle risorse economiche disponibili. I risultati arriveranno, ne sono convinto, con i tempi necessari, ma in un crescendo.

Ricordo anche agli amici accademici che il territorio su cui si applica un’azione di conversione economica che punti ad un nuovo modello di sviluppo non è una foglio bianco su cui realizzare con facilità ciò che si vuole, bensì è un corpo vissuto con interessi e cultura radicati profondamente.

La Valsassina è stata negli ultimi decenni, e lo è fortunatamente ancora oggi, terra di manifattura, la patria delle flange e degli strumenti da taglio, da qui l’errore di amministratori e cittadini di considerare il turismo non come la possibilità di creare valore aggiunto e di trovare lavoro, bensì un momento più o meno speculativo legato all’edilizia residenziale.

Ogni valsassinese che ha potuto ha costruito appartamenti e case da vendere ai turisti.

Le esperienze di Livigno così come delle Dolomiti ci mostrano come, invece, il turismo abbia bisogno di essere nutrito da flussi costanti di persone, i letti disponibili debbono essere occupati per creare ricchezza, esattamente il contrario di quello che succede con le seconde case che generano un bassissimo utilizzo.

Modificare questo sistema, operare su un corpo caldo e vivo che ha una sua volontà non è come tenere una lezione, è molto, molto più complesso ed è quello che stiamo facendo insieme.

 

Un cordiale saluto

Fabio Dadati

Assessore al Turismo, Agricoltura e Lavoro della Provincia di Lecco

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NOTA EDITORIALE
Dadati replica all’articolo affermando in sostanza che la nostra zona non sa fare turismo: "Ogni valsassinese che ha potuto ha costruito appartamenti e case da vendere ai turisti", dice l’assessore – e la cosa è difficilmente contestabile. Ma il senso del resoconto di Piolini (relativo a una serie di lezioni di un Master) era riferito alla mancanza di un soggetto in grado di definire una strategia integrata su tutto il territorio. E’ come se Tizio dicesse che Caio non fa bene una cosa e Caio rispondesse che la colpa è di Sempronio.  
Ovvero della Valsassina. "Terra di manifattura, la patria delle flange e degli strumenti da taglio, da qui l’errore di amministratori e cittadini" rincara Dadati "di considerare il turismo non come la possibilità di creare valore aggiunto e di trovare lavoro, bensì un momento più o meno speculativo legato all’edilizia residenziale".

Sono parole importanti e dure. Destinate a suscitare un dibattito che immaginiamo sarà serrato – perché in definitiva la Provincia di Lecco dice a questo territorio: avete solo saputo vendere seconde case.
Conosciamo molti valsassinesi che rimproverano all’ente di Dadati (ma non solo a quello) di non aver saputo promuovere il turismo da queste parti. E obiettivamente le carenze in questo campo sono sotto gli occhi di tutti.

Le accuse rimbalzano l’una sull’altra e intanto la Valle "fa da sè", in attesa che dalla famosa teoria si passi ai fatti.
VN

 

 

 




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