TRA AQUILE E LEONI RAMPANTI:IL VERDE DEI PIZZI A PARLASCO



Il territorio di Parlasco risale dal fiume Pioverna fino alle pendici del Sasso Mattolino e al Passo d’Agueglio. Il collegamento con la strada della Valsassina era costituito una volta dalla mulattiera, che partiva da Tartavalle, dove il Pioverna entra nella Val Muggiasca per andare al lago, detta "La Bissaga", come il nome della strega di Tartavalle.

Della Bissaga e del terribile bandito seicentesco che proprio a Parlasco aveva la sua sede, "Lasco il bandito della Valsassina", parla Antonio Balbiani in un famoso romanzo storico pubblicato a Milano nel 1881, e in ricordo del quale nel 1938 si organizzarono a Parlasco grandiose rappresentazioni.

Parlasco faceva parte della Squadra dei Monti, che aveva diritto ad avere dei propri rappresentanti nel Consiglio della Valle che si riuniva ad Introbio, insieme alle comunità della Muggiasca di Narro e Indovero, di Perledo e di Esino. 

Divenne quindi anch’esso feudo della famiglia Monti nel 1647. Per la sua posizione di controllo su vari passi, Parlasco doveva avere diverse fortificazioni munite, tra cui da ricordare la Rocca di Marmoro, che proteggeva l’entrata nella Valle dalla parte di Bellano, citata come dipendente da Primaluna nel 1368, e quella del "Portone" (nome ora di una piccola frazione) – una porta anticamente edificata lungo la mulattiera per chiuderne l’accesso.

Anche Parlasco fu colpita dalla peste di manzoniana memoria portata nel 1630 dai lanzichenecchi che seminarono morte e distruzione nell’abitato come in tutti i paesi della Valsassina e della Muggiasca, come ricordato dal Medico milanese, ufficiale della sanità in quell’epoca, Alessandro Tadino.

Nello stemma di Parlasco, datato 1934, troviamo molti simboli inerenti al territorio che circonda il piccolo borgo. In alto un monte che ricorda i Pizzi di Parlasco, altura alle spalle del borgo. Al centro una fascia verde orlata d’argento che attraversa il centro dello scudo simboleggia l’antica ed importante via di comunicazione che da Bellano portava in Valle attraversando il paese. In basso l’onda argento del Pioverna che lambisce i pieidi del paese.

fonte lasco.altervista.org – stemmario lecchese

 

 




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