LA VALLE CHE CHIUDE/NEGOZI A INTROBIO, UN PUB A CASARGO, L’EDICOLA A PREMANA…



Abbiamo parlato e parliamo da tempo delle varie Grattarola e Pigazzi, della Norda e di altre realtà di notevoli dimensioni, alle prese con vertenze, crisi o addirittura fallimenti. Casi che coinvolgono decine e centinaia di lavoratori con le loro famiglie alle spalle. Ma non c’è solo questo a preoccupare, sul fronte di un’economia le cui condizioni sono evidenti a tutti. Cartina al tornasole di una contingenza generale è il moltiplicarsi di chiusure di soggetti sì più piccoli, ma non per questo di minore importanza. Perchè quando chiude un negozio o un bar spiace per chi li gestiva ma si perde anche, tutti, qualcosa. E si ricavano ulteriori, tristi conferme.

Negli ultimi tempi si è registrata ad esempio una vera e propria "moria" di attività commerciali ad Introbio, con quattro-cinque tra chiusure e liquidazioni. Ma anche gli altri paesi della Valle non sono risparmiati dalla crisi. E più recentemente ancora ecco alcuni casi in Alta Valsassina, maggiormente significativi dato il contesto: quando  "spariscono" in breve termine un supermercato, un’edicola e un ristorante-pub di un’area non popolatissima, il segnale che se ne ricava è forzatamente negativo.

Prendiamo gli ultimi episodi in ordine di tempo, che hanno fatto parlare per la notorietà e il "peso" anche sociale delle attività costrette a chiudere i battenti. Dopo l’addio al supermarket di Margno ecco lo spegnimento (in due fasi) del "Parco delle Chiuse" a Casargo, che recentemente dopo un primo ridimensionamento delle ore lavorative con cassa integrazione per 4 dipendenti ha chiuso completamente.

Qui si trattava di un grosso polo con pizzeria, ristorante e pub, attivo dal 2002 e molto frequentato. A quanto pare, adesso di aperto c’è solo il campo da bocce. Contattata telefonicamente, la proprietà conferma la chiusura, precisando che "Per il momento è così, non possiamo commentare ulteriormente". Non confermate le voci circolanti in Alta Valle che parlano di un fallimento della società che gestiva le "Chiuse", intanto però il territorio ha perso un esercizio di rilievo e "multilevel". Con un piccolo numero di dipendenti, che però nel contesto locale rappresentano un ulteriore, pesante tassello della crisi.

Motivi forse diversi ma conclusione analoga poco più su, a Premana, per la cessazione dell’attività dell’edicola alimentari Beri Enrico, che ha chiuso a sua volta da questa settimana. Sebbene "spurio", era l’unico giornalaio del grosso paese e malgrado sia ancora possibile acquistare quotidiani e riviste (presso la Cooperativa di Premana) è evidente l’ulteriore spia rossa accesa in un quadro di per sé a fosche tinte. Parliamo in questo caso di un negozio che aveva oltre mezzo secolo di tradizione alle spalle.

Esiste comunque il contraltare, fatto di (pochi) negozi che invece avviano il proprio percorso. Il loro numero è così esiguo che si nota ogni inaugurazione, proprio perché avviene in un contesto altrimenti negativo e nel quale chi "resiste" denuncia comunque quasi sempre significativi cali del proprio fatturato.
Nei prossimi giorni, altre schede di Valsassinanews sull’economia del nostro territorio.

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