BARZIO, QUEL FIUMICIATTOLO FA SCHIFO:CACCIA APERTA AL ‘CONDOMINIO ZOZZONE’



La situazione è tristemente (e orribilmente) illustrata dalle nostre immagini. Che però hanno un pregio: non documentano l’aspetto peggiore della vicenda, ovvero la puzza insopportabile che emana la "Fiumetta" nella sua discesa verso la zona della Coldogna. Qui la presenza di scarico di acque nere mescolate a quelle bianche è visibile e purtroppo avvertibile all’olfatto, specie col caldo. E la scarsità di precipitazioni fa il resto.

"Negli ultimi mesi ha piovuto pochissimo – conferma il sindaco di Barzio Ferrari – e anche Idrolario ci ha detto che basterebbe un temporale o qualche rovescio per migliorare la situazione. Ma il problema va comunque risolto all’origine, individuando da dove provengono questi scarichi, assolutamente vietati".

I tecnici venuti da Lecco e lo stesso Comune hanno lavorato negli ultimi giorni per riuscire a scoprire gli inquinatori. E già un pozzetto "sospetto" è stato messo nel mirino; ma la caccia riprenderà lunedì e Idrolario conta, insieme all’amministrazione locale, di svelare il "mistero delle fogne".

La cosiddetta "Fiumetta" scende dai Piani di Bobbio e passa nella zona della Piazza Garibaldi, sotto la chiesa e verso la Provinciale, non distante dal parco giochi dei bambini; quindi attraversa la strada di collegamento con Cremeno, sotto il livello della SP, per proseguire nell’area della Coldognetta fino alla Valle Inscea dove si mescola alle altre acque. Ma è poco più che un rigagnolo e, come detto, senza piogge ristagna – con effetti devastanti dal punto di vista olfattivo.

Un caso nel caso è quello dei cartelli che segnalano in zona una "autorizzazione allo scarico" – vedi foto a sinistra. Dal municipio arriva una spiegazione: si tratta della segnalazione dei canalini che portano acque (bianche, dunque autorizzate dallo stesso Comune) nel fiumiciattolo. Il problema è che, accanto agli scarichi leciti e appunto indicati con cartelli gialli, vi sono quelli del tutto illegali e in corso di indagine.

L’inchiesta sugli "zozzoni" riprende a giorni, con la (quasi) certezza che il colpevole sia uno o più dei condomini costruiti in zona negli anni sessanta-settanta, riaperti solitamente a luglio e soprattutto agosto per la villeggiatura. Ma al di là dell’individuazione di precise responsabilità o semplici disattenzioni, l’importante è che il caso di inquinamento venga risolto al più presto e – se possibile – definitivamente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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