DECRETO TRASPARENZA/”TENTATIVO SUBDOLO DI ELIMINARE I PICCOLI COMUNI?”



Ricordate Franco Fiorito detto "Er Batman", l’ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio condannato per aver dirottato ingenti quantità di denaro destinato al suo partito e alla Regione sui suoi conti bancari italiani ed esteri? Dopo l’incredibile vicenda del politico di Anagni, da Roma è giunta la decisione di adeguare anche gli amministratori locali al rispetto degli stessi standard di trasparenza introdotti dal governo per i propri membri – ad esempio pubblicare sui siti internet dei vari enti i redditi, il patrimonio, i compensi. Con alcuni risvolti che ora sono al centro delle critiche "bipartizan" dei rappresentanti dei nostri Comuni all’interno della Comunità Montana Valsassina, Valvarrone Val d’Esino e Riviera.

Ieri sera, venerdì, un incontro dei consiglieri della CM; per capire la situazione e la rabbia da parte degli amministratori locali pubblichiamo due documenti firmati dal presidente Alberto Denti e dall’ex numero 1 della stessa Comunità Carlo Molteni:

ALBERTO DENTI
”Decreto trasparenza” – applicazione art.14 d.lgs 33/2013 – Voglia di trasparenza o subdolo tentativo per eliminare i piccoli comuni??

       
Egregio Direttore
Parco della Grigna, Denti replica ad Agostoni: ''Verita' manipolata e piegata''approfitto della abituale disponibilità della sua testata per portare alla attenzione dei numerosi lettori il problema relativo all’applicazione dell’art14 del d.lgs in oggetto il così detto “Decreto Trasparenza”.
Innanzitutto di cosa si tratta e, poi, quali saranno le probabili conseguenze politiche della sua applicazione.
L’art. 14 del Decreto prevede che, a partire dal 20 ottobre 2013, coloro che sono stati eletti (maggioranza e minoranza senza distinzione) nei Comuni con più di 15.000 abitanti debbano rendere pubblici una serie di dati personali che fanno riferimento alla propria condizione anagrafico/civile ed economica/patrimoniale.
Per la parte economico/patrimoniale l’obbligo è esteso anche ai parenti fino al secondo grado in linea diretta (genitori, nonni, fratelli, sorelle, nipoti e coniugi).
Questi ultimi, i parenti, possono opporre il loro rifiuto ma al mancato consenso deve, specifica la Legge, comunque essere data evidenza pubblica.
Qualcuno obietterà che i comuni del territorio della Comunità Montana hanno tutti meno di 15.000 abitanti e pertanto i consiglieri eletti non sono tenuti al rispetto della norma.
Questo è quello che suggerisce la logica ma, molto spesso, nel BelPaese, Logica e Legge hanno in comune solo l’ iniziale.
Le Comunità Montane  infatti, anche secondo una discutibile interpretazione di Regione Lombardia, sono equiparate ad un Comune con un numero di abitanti pari alla somma degli abitanti dei  singoli comuni (nel nostro caso è come se fosse quindi un comune di 32.000 abitanti).
Questo fa scattare L’OBBLIGO per TUTTI I SINDACI E/O I LORO CONSIGLIERI DELEGATI, componenti l’Assemblea della Comunità Montana, di pubblicare sul sito dell’Ente, oltre i propri dati  anagrafico/civili, anche quelli relativi alla situazione reddituale e patrimoniale propria  e quella della propria parentela fino al secondo grado in linea retta.
Chi non provvede nei termini di Legge (20 Ottobre 2013) è sanzionabile con multe che vanno da 500 a 10.000 euro.
Si intuisce, senza ulteriori spiegazioni, quali possano essere state le reazioni dei soggetti individuati dalla Legge.
Un generalizzato “noi qui a farci il mazzo, a prenderci i rimproveri dei cittadini, a lavorare gratis mentre I PARLAMENTARI non si fanno mancare nulla…. ed ora, pure trattati da  delinquenti, …….. VADANO TUTTI AFFA………… IO MI DIMETTO” !!
Reazione istintiva, dura nella forma, ma pienamente comprensibile e condivisibile nella sostanza!
Certo, coloro che vedono zone d’ombra ovunque, e che sono sempre pronti a giudicare male il prossimo penseranno che se i consiglieri minacciano di dimettersi è perché hanno qualche cosa da nascondere!!
Liberi ovviamente di pensarlo ma la realtà è un’altra !!!
La realtà è che gli Amministratori dei piccoli comuni sono stufi del vergognoso ed ingiustificato trattamento a loro riservato dal Legislatore !
Dopo anni passati a studiare come fare fronte ai pesanti tagli dei trasferimenti, a come far fronte ai limiti di spesa imposti da quel perverso strumento che è il patto di stabilità (ormai esteso anche ai micro-comuni).
Dopo anni passati a lavorare senza indennità, senza rimborsi spese, accollandosi anche i costi per la propria tutela legale (per coloro che ancora non lo sapessero, gli Amministratori  si devono pagare di tasca propria  le assicurazioni per tutelarsi dalle conseguenze, civili e penali, di eventuali errate decisioni amministrative a loro riconducibili).
Ora, per ultimo, questo provvedimento sulla trasparenza ed il suo art.14 da noi contestato e rifiutato per il subdolo e vergognoso messaggio che contiene.
“Lo Stato considera gli Amministratori dei potenziali malfattori che devono essere controllati anche dai cittadini”
Esattamente il contrario di ciò che dovrebbe essere!
Rendersi infatti disponibili a ricoprire un incarico impegnativo come Sindaco di un piccolo Comune, per di più di montagna, dovrebbe costituire una nota di merito, a “prescindere”, e non una colpa da giustificare!!
Sia chiaro nessuno mette in discussione le finalità generali di un provvedimento di questo tipo che dovrebbe servire per dare la possibilità a qualsiasi cittadino di verificare, l’operato degli Amministratori degli Enti pubblici.
In questo senso il giudizio è positivo!
Vanno però segnalati anche gli aspetti pericolosi di questo tipo di informazione.
Così non si fa chiarezza e trasparenza ma  si alimenta la diffidenza, il sospetto ed il contrasto.
Che senso ed utilità ha, infatti, pubblicare i dati di reddito e di patrimonio dei consiglieri e dei loro parenti se già questi dati sono disponibili agli organi dello Stato autorizzati a richiederli!
Come conciliare poi le disposizioni di questo art. 14 con la naturale ed inviolabile esigenza di riservatezza delle persone ??
Siamo sicuri che sia giusto ed opportuno rendere pubbliche informazioni così delicate con il rischio che queste possano cadere nelle mani di qualche malintenzionato ed essere utilizzate per mettere a rischio serenità e incolumità delle persone obbligate a renderle pubbliche ???
Ma questo il Legislatore l’ha valutato ??

E sul piano strettamente giuridico come conciliare le rigide norme sulla privacy e l’art.14 ??
Ci hanno proibito, per anni, di fare innocenti fotografie ai nostri ragazzi impegnati nelle iniziative organizzate dalle scuole, ora pretendono che si mettano sul sito i redditi ed i patrimoni dei nonni, dei figli, dei genitori, dei nipoti e dei fratelli solo perché parenti di un consigliere comunale!

Tutte queste esagerazioni, siamo certi,  provocheranno solo negative conseguenze!
Finiranno, soprattutto, per allontanare le persone disposte ad impegnarsi nella politica locale rendendo, in particolare i piccoli Comuni , ancora più fragili, soli e, vulnerabili al punto tale, da metterne a rischio la sopravvivenza o, peggio, evocarne la soppressione.

Ed allora, quasi inconsapevolmente, mi viene spontaneo un forte dubbio: Che fosse proprio quest’ultimo (l’eliminazione dei piccoli Comuni) e non il bisogno di trasparenza, il vero obiettivo del Legislatore ???

Cordiali saluti
Alberto Denti – Presidente CM  V.V.V.R.

P.S. Il 25 Ottobre si è tenuto in Comunità Montana un incontro dei consiglieri per valutare la linea da tenere rispetto alle problematiche poste dalla’applicazione delle Legge.
Il confronto ha confermato, nello spirito, le intenzioni già anticipate ma, dal momento che le dimissioni non esentano comunque i consiglieri in carica dall’obbligo di pubblicazione dei dati, gli stessi hanno deciso di “congelare momentaneamente” le dimissioni per valutare anche forme di dissenso di maggior efficacia.
Una scelta non facile, sofferta, ma condivisa e, secondo il mio parere, profondamente giusta.
Non farlo, ascoltando la “pancia” anziché la “testa”, avrebbe significato compromettere parte del lavoro sin qui fatto ed ormai in dirittura d’arrivo (pista ciclabile, Fornace, ecc.) e, soprattutto, cadere,  senza possibilità di contraddittorio, nella trappola abilmente tesa dal Legislatore

CARLO MOLTENI/"TRA NOI NON C’E’ NESSUN FIORITO”
CHE IDEA DI CARLO MOLTENI: A VARENNA APPRODA IL ''FIDUCIOMETRO''Questa sera credo si debba assumere una decisione che, seppur criticabile, va assolutamente condivisa. Tutti noi ci siamo sentiti presi in giro, per non dire di peggio, dalla volontà della Regione Lombardia di voler applicare anche alle Comunità Montane la cosiddetta Legge Fiorito. Sono convinto di avere la vostra condivisione nell’affermare che anche il solo pensare ai fatti che hanno provocato la Legge e volendola applicare a noi, amministratori locali lombardi, sa di beffa se non di spudorato marchingegno volto esclusivamente ai fini politico/propagandistici. Quasi una bandiera da sventolare della serie noi siamo i più bravi e siamo i più onesti.
Certamente siamo bravi onesti e soprattutto volontari. Situazione a dir poco diemetralmente opposta a coloro i quali, già qualche volta e in un bel numero, sono stati pizzicati a comprare panini o a offrire gelati coi soldi pubblici. Parto sempre da un presupposto che reputo fondamentale. Tutti sono onesti fino a prova contraria. SIamo esseri umani e tutti possono cadere in tentazione in particolare se la tentazione te la trovi compagna quotidiana con disponibilità di denaro pubblico a gogo’.
Ma noi, da cosa possiamo farci tentare? Dalla disponibilità che diamo quotidianamente o dal tempo che dedichiamo ai nostri Comuni e a questa Assemblea? Dal lauto stipendio che percepiamo dove il più delle volte viene ciò che prendiamo viene utilizzato per comprare i regali ai bambini dei nostri asili o ad offrire un piccolo pranzo ai nostri anziani?
L’attacco che ci viene fatto e’ scandaloso e scorretto. Siamo tutti Sindaci o Amministratori di cosiddetti piccoli Comuni che secondo i nostri legislatori due anni fa avremmo dovuto chiudere perché siamo considerati una spesa. Una spesa! Ho visto Sindaci elemosinare il 999mo cittadino, nella speranza di raggiungere la fatidica quota mille. Quota mille qualcuno di noi se la ricorda al Carosello a pubblicizzare una nota marca di caffè. E infatti dopo il battage pubblicitario ecco che tutti i quota mille non si sono salvati ma sono stati sottoposti al giogo letale del patto di stabilità impoverendo ulteriormente la già logorata azione amministrative. Nessuno però si è ribellato e questo e’ sconcertante. Oggi ci propongono, per furti ed errori fatti da loro o loro pari, di uniformarci in nome della trasparenza. E’ un’altra assurda manovra per scardinare la serietà prima di noi amministratori per poi uccidere e seppellire definitivamente i nostri piccoli Comuni.
Sicuramente verremo criticati, tacciati di non voler essere trasparenti ma noi abbiamo la coscienza a posto e non vogliamo sottostare a dictat che non ci appartengono. Vengano loro che pontificano ad amministrare i nostri piccoli Comuni. Non riuscirebbero neppure a fare una semplice delibera, molti di loro infatti, non hanno nessuna esperienza amministrativa ma quello che fa male e’ che agendo in questo modo, anziché condividere e difendere i buoni amministratori locali, questo modo di fare, ripeto, presume che pensino di trattare con degli idioti.
Ecco perché dobbiamo, almeno questa volta, dimostrare compattezza e unità fuori da ogni legame politico che contraddistingue ognuno di noi e far vedere che il partito dei Sindaci e degli Amministratori e’ una realtà presente sul territorio che lavora senza pretendere ma solo nell’Interesse della propra comunità.
Ecco perché tutti insieme dobbiamo dire No a questa ulteriore vessazione non tanto verso di noi ma verso le comunità che noi amministriamo. Proprio perché, tra noi, e lo dobbiamo dire a voce alta e con orgoglio, non c’è nessun Fiorito.

Carlo Molteni

 




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