SANICO, CHE SBERLA LA BOLLETTA IDRICA! ”MA SENZA MIGLIORARE IL SERVIZIO”



E dopo aver ricevuto recentemente una autentica "stangata" da oltre cinquecento euro, Manuela ha iniziato a controllare le voci che compongono tariffe e bollettazione. Concludendo provocatoriamente  che "Se andiamo avanti così domani privatizzeranno l’aria e molti di noi dovranno smettere di respirare".

Ecco la sua missiva, degna di lettura e approfondimento, anche perché l’autrice è fortemente intenzionata a non fermarsi qui: "Passerò i dati ad un avvocato e utilizzerò tutti i canali per sensibilizzare l’opinione pubblica e la stampa".

 

Gentile redazione, 
mi chiamo Manuela e possiedo una casa a Sanico, frazione del Comune di Vendrogno. Vi scrivo sperando che possiate pubblicare la mia lettera. Partendo dal fatto che -con un referendum- abbiamo tutti votato contro la privatizzazione dell’acqua, ho deciso, visto che in Valsassina la privatizzazione è già avvenuta, di fare il punto su quanto succede quando si cede in gestione un bene pubblico ad un privato e, in questo caso specifico, a Idrolario. 
Ho una casa a Sanico, un piccolo paesino dell’alta Valsassina ricchissimo di sorgenti di acqua buonissima; è una frazione di Vendrogno -comune di circa 300 abitanti- questo solo per dire che non sto parlando di una villa a Cortina, St Moritz o Courmayeur, ma di una vecchia stalla ristrutturata -10 metri quadrati di giardino-  in un minuscolo centro senza negozi, né bar, né servizi, una casa difficile da mettere a profitto e che costa molto più di quanto guadagnerei vendendola; ma sono legata a questa valle da radici profonde: mio nonno aveva scelto di vivere qui e mio padre è cresciuto tra queste montagne. 
Cinque anni fa, mia figlia ha deciso di trasferirsi a Sanico per permettere a suo figlio di passare i primi anni della sua vita a contatto con la natura, così, con l’aumento dei consumi, mi è arrivata una bolletta -per i mesi estivi- di 519,08 euro e sono stata costretta ad analizzare la fattura con molta attenzione. 
Fino a quando l’acqua è stata gestita dal comune spendevo da 37 a un massimo di 63 euro l’anno (IVA compresa) . Dopo il passaggio ad Idrolario sono arrivata a spendere più del doppio. Su ogni bolletta devo pagare un importo per le fognature (con aumenti continui e costanti), un ulteriore importo depurazione (con aumenti continui e costanti), una  nuova disposizione tariffaria UI1 a favore delle popolazioni colpite da eventi sismici e, anche se non sono mai riuscita a capire perché, una quota fissa per concessione. E tutto questo senza alcun miglioramento nel servizio, anzi un assoluto peggioramento, in quanto l’acqua delle sorgenti che sgorgava limpida e fresca da numerose fontane, abbeveratoi e lavatoi è stata venduta ai comuni del lago, tanto da lasciarci spesso senz’acqua potabile nel mese d’agosto, quando molti di noi aprono le case per le vacanze.   

Non mi sono mai lamentata e ho sempre pagato regolarmente le bollette.  

Ora però ho scoperto che l’acqua oltre ad un certo consumo (36 metri cubi) aumenta il suo costo di più del doppio (da 0,5 a 1,35 euro mc, con aumenti mensili quasi impercettibili, ma costanti) -e nemmeno questo è comprensibile- inoltre, dopo che ho pagato la concessione su ogni singola bolletta, mi vengono richiesti di nuovo 50 euro l’anno anche per gli anni precedenti, quelli nei quali avevo già pagato ogni singolo importo descritto in fattura.
Se si trattasse solo di un conguaglio al prezzo previsto per i primi 36 metri cubi nessun problema, ma questo mi sembra davvero troppo, tanto più che siamo costretti ad accettare questa gestione perché non esistono concorrenti: Idrolario, contro tutte le leggi vigenti per quanto riguarda l’antitrust, è l’unico gestore della valle e non ha concorrenza che aiuti a calmierare i prezzi. 

Idrolario S.r.l. è operativa dal 2 gennaio 2009. Alla stessa società è stata conferita la proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali necessarie per l’esercizio del servizio idrico integrato nella Provincia di Lecco, in modo diretto e automatico, senza che noi firmassimo alcun contratto. Attualmente i Comuni Soci sono 65 nella Provincia di Lecco. Non ho intenzione di fermarmi qui -tanto più che ora anche per la mia prima casa siamo passati dalla gestione comunale a quella di Hidrogest- passerò i dati ad un avvocato e utilizzerò tutti i canali per sensibilizzare l’opinione pubblica e la stampa. Se andiamo avanti così domani privatizzeranno l’aria e molti di noi dovranno smettere di respirare. 

Ringraziandovi anticipatamente per l’attenzione, colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.
Manuela M.
 
 

 




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