CENTRALI ELETTRICHE/MOZIONE OK IN PROVINCIA. ORA CONTROLLI DEI COMITATI



Nella serata di lunedì infatti il consiglio della Provincia di Lecco ha votato all’unanimità un documento scritto dagli stessi comitati in collaborazione con Legambiente e che dopo un passaggio in Comunità Montana è stato portato all’attenzione dei consiglieri provinciali. Il documento rappresenta una svolta, almeno sul piano delle intenzioni, in quella che è la gestione del territorio e nello specifico nello sfruttamento indiscriminato dei corsi d’acqua; per la prima volta le istituzioni Provinciali, competenti in materia, hanno fatto un fronte comune con le popolazioni montane che a gran voce chiedono ormai da anni di porre un freno a tutto questo scempio.

A detta di alcuni consiglieri e assessori provinciali, con il documento approvato nella serata di lunedì, l’aria è cambiata e già per le procedure in essere (quali quelle della Val Marcia, del Fontanoon del Dent e del Varroncello di Pagnona) la Provincia si è impegnata ad applicare prescrizioni e parametri molto più stringenti atti a salvaguardare nella sostanza l’Habitat montano; come confermato anche dai funzionari provinciali ora i tecnici hanno un documento politico d’indirizzo che non potranno ignorare.

Ricordiamo con un velo di tristezza, che fino ad oggi, nessuna richiesta di captazione è stata respinta portando di fatto alla distruzione di intere vallate. Al di là di prescrizioni generiche fondamentale è la richiesta al consiglio regionale lombardo di una modifica di legge atta a garantire un deflusso minimo vitale del 30% non solo per le nuove richieste di captazione ma già anche per quelle in istruttoria.
Il primo banco di prova sarà la conferenza dei servizi per la Valmarcia che si avrà nel mese di aprile dove i comitati, si aspettano un atteggiamento coerente di tecnici ed istituzioni che adesso non potranno fare a meno di considerare quanto deliberato dal Consiglio Provinciale.

La Provincia di Lecco stessa ha poi dichiarato, tramite l’assessore Signorelli, di impegnarsi perché il documento sia approvato in Regione in tempi brevissimi; a tale proposito i comitati e le centinaia di persone da essi rappresentati porteranno avanti ora un’azione di controllo mirato e puntuale, dal punto di vista tecnico, legale e giuridico, al fine di verificare che il documento approvato dalla Provincia di Lecco non rimanga solo un documento d’intenzioni ma che trovi attuazione concreta ed efficace.

Un doveroso ringraziamento quindi, anche se con il beneficio del dubbio, alla Provincia di Lecco per un atto significativo che deve però adesso essere concretizzato; la palla passa ora sostanzialmente in mano alla Consiglio della Regione che dovrà essere sollecitato da una spinta forte e determinata da parte di tutte le persone e gli enti che vivono sul territorio e che davvero sanno cos’è la montagna.

A tale proposito è imminente una riunione congiunta fra tutti i comitati della Regione Lombardia durante la quale saranno prese delle decisioni condivise in merito alle azioni da intraprendere. E’ fondamentale che tutti i comitati spingano, così come fatto da quelli dell’Alta Valsassina, presso gli organismi provinciali di competenza al fine di far approvare e sottoscrivere documenti analoghi da portare in Regione.

Solo un fronte comune di migliaia e migliaia di persone sostenuto da tutte le provincie lombarde potrà realisticamente portare il Consiglio Regionale a modificare quelle leggi e ad applicare quelle normative che consentano concretamente di salvare i territori montani dell’arco alpino, prima che uno sfruttamento scellerato della risorsa idrica vada a devastare in maniera irreparabile l’ecosistema delle Alpi.

 

 




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