GENS ITALICA: DOPO LO STRISCIONE L’ATTACCO AL SINDACO DI CREMENO



"Ai profughi le comodità, agli Italiani le calamità" cosi recitava lo striscione affisso l’altra notte dai militanti dell’associazione "Gens Italica" nei pressi della voragine di Cremeno sulla SP64. Lo stesso gruppo, all’indomani del blitz – e della rimozione dello striscione da parte dell’amministrazione comunale – spiega il proprio gesto xenofobo e accusa il sindaco Pier Luigi Invernizzi: "Gens Italica, non volendosi certo sostituire al sindaco di Cremeno che con la solita, logora retorica ci accusa di speculare sulle disgrazie, vuole però sottolineare come, se davvero fosse importato l’interesse dei cittadini, il Comune avrebbe potuto respingere la richiesta del Prefetto, (cosa già verificatasi in altri paesi), almeno fino a quando non fossero stati stanziati i soldi necessari alla comunità; avrebbe potuto insomma fare il proprio lavoro e dare priorità alle problematiche dei propri concittadini, che purtroppo non si limitano a questa situazione e non si esauriranno certamente con la chiusura della voragine".

E aggiunge, il gruppo vicino a Casa Pound: "Se da una parte è emerso che il mantenimento dei 21 immigrati presenti agli Artigianelli sia completamente a carico del governo centrale, dall’altra lo stesso governo chieda ai cittadini di Cremeno 1.300.000 € per il "Fondo di Solidarietà", aumentando, in tempi già difficili, l’imposizione fiscale. (…) Sbigottiti e disgustati da queste politiche, Gens Italica si chiede fino a che punto l’Italia, in completo dissesto finanziario, sociale ed etico potrà sostenere da sola l’arrivo di migliaia di immigrati e fino a quando potrà essere garantita la pace sociale se le problematiche vengono affrontate tempestivamente solo quando riguardano una minoranza allogena. Quesiti legittimi, che rimarranno però senza risposte, lasciando la popolazione in balia degli eventi, a causa dell’inettitudine dei nostri governanti, siano essi lontani da noi in Parlamento o all’interno dei nostri Comuni".

Accuse dunque che non riguardano solo i livelli centrali dell’amministrazione ma anche e soprattutto le scelte degli enti locali (in particolare del municipio di Cremeno). Chissà se il sindaco accetterà le critiche o vorrà replicare a questi attacchi. E soprattutto: quando i giornali si occupano di Cremeno (senza operazioni notturne non autorizzate) vengono a volte tacciati di "terrorismo mediatico"; che dire allora a chi opera ai margini dell’estremismo e dà "lezioni" ai sindaci?

 

 

 

 




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