LA LECTIO DI DON GRAZIANO: TESTIMONI DI GIOIA E DI SPERANZA



Le richieste attuali danno elevate percentuali di disincanto e delusione tra giovani e adulti nei confronti della società nella quale viviamo, della gestione politica e amministrativa, della situazione economica e civile: carovita, disoccupazione, minaccia nucleare, violenza, terrorismo, insicurezza nelle città, discriminazione sociale, disgregazione famigliare e coniugale, droga, alcolismo, perfino fame. Tutto questo disincanto crea tristezza, depressione, malessere, afflizione, ansia e angoscia, che sono i poli opposti della gioia di vivere.

L’uomo moderno, che ha imperniato tutta la sua felicità sul prevalere, possedere e consumare, è vittima della sua stessa invenzione; la società del benessere e del consumo.

Forse anche gli uomini al tempo del Battista erano più felici di noi. Come allora, anche nel nostro mondo c’è una tacita attesa, una confusa aspettativa fino al punto che la vita risulterebbe assurda se Dio non esistesse!

Ecco perché nel Vangelo di questa domenica c’è una domanda fatta da Giovanni Battista che può essere ripresa da ciascuno di noi, che, avendo sentito parlare di più, si chiede: “E’ proprio Lui che doveva venire, o dobbiamo ancora aspettare un altro?” Insomma: questo Gesù che cosa ha fatto, che cosa ha detto, è così unico, in che cosa ha cambiato in maniera così decisiva il corso della storia? Questo Gesù è veramente colui che dice di essere oppure, dopo di Lui, ne arriverà un altro più bravo, più potente?

Grandi uomini continuano a succedersi senza che alcuno meriti una fiducia totale e definitiva. Di fronte a ciascuno di loro siamo sempre condannati ad attendere un altro.

Gesù sconcertava Giovanni Battista: alla domanda del Battista: “Sei tu Colui che deve venire?” Gesù non risponde direttamente, e questo suo modo di fare è abbastanza caratteristico: si direbbe che Gesù non voglia lasciarsi rinchiudere in una definizione, e tanto meno formule. Allora è importante sapere quale Cristo aspettiamo, quale salvezza attendiamo: se Gesù risponde anche a noi coi fatti, miracoli, ecc.

Tocca a noi, perché udire e guardare gli avvenimenti che la venuta di Gesù ha provocato e continua a provocare!

Don Graziano vicario parrocchiale

Gv 1, 19-27a.15c.27b-28

 

 




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