PREMANA/LA VICENDA DELLA MONTANA RACCONTATA DA ”IL CORNO”



“Si dice che il coltello sia vecchio quanto il mondo” l’attacco su Il Corno non è propriamente in medias res, ma in poche incisive frasi vengono rivissuti i motivi dell’inclinazione atavica all’attività di fabbri coltellai dei premanesi. Storie che da Premana portano a Venezia e che, come l’acqua che torna al sua paese riportano sui Monti, con acquisizioni di territori da cui le radici di un tessuto economico locale.

“Tra gli emigranti a Venezia
– sempre da il Corno –  già nel 1600 troviamo Fazzini Antonio (1669-1747). Dal suo testamento (1742) si rileva di un’acquisizione di un edificio in località Gebbio di Premana, con l’intenzione di realizzarne un laboratorio per la produzione di coltelli. Detto edificio sarebbe stato lasciato al figlio, che avrebbe esercitato "il mestiere di coltellaio". La costruzione di quell’edificio può essere considerata l’atto di nascita documentato dell’industria dei ferri da taglio a Premana.”

 Da allora un lungo percorso, spesso in salita e reso possibile solo da molti sacrifici, che porta infine al dopoguerra con la vera accelerazione e il boom del economia delle forbici con seguente benessere, ma anche la necessità di investire per rispondere alle crescenti richieste del mercato. Ed è proprio in questo conteso che nasce il Marchio Montana “D’accordo con un grosso esclusivista varesino, che poi, chiusi i rapporti con lo stesso, rimase il marchio della coltelleria da cucina e da macellaio”. A Cavallo degli anni ’70 e ’80 nuove cavalcate con l’espansione della Montana con gli stabilimenti a Pagnona, Casargo e Civate. Da un punto di vista di gestione d’impresa il corno rileva come ”I Fazzini decisero di aprire al capitale esterno (primi anni Settanta): la scelta si rivelò vincente ed il beneficio fu di tutti, dagli imprenditori ai dipendenti e alle loro famiglie. Protagonisti di quegli anni d’oro furono ancora tutti i Fazzini, affiancati dall’Ing. Renzo Soldati, Luigi Peppini e Cipriano Mistò. La Montana diventa una Società per Azioni, dove i Fazzini non hanno più la maggioranza.”

Risultati immagini per fiskarsAncora anni da leoni e quindi nel 1989 “anche forzati a seguire le scelte dell’azionista di riferimento (non premanese), ci fu la decisione, sofferta, dei Fazzini di cedere le proprie quote alla multinazionale finlandese Fiskars, che acquisisce il controllo totale dell’azienda.”Nell’analisi de il Corno è il primo passo del declino con la Montana ridotta a “provincia dell’impero” Fiskars, ormai in crisi.

E qui finisce la storia  e iniziano gli interrogativi e le valutazioni. Su tutte: “molti a Premana si chiedono cosa sarebbe successo se Fiskars fosse stata ancora “la Montana”, ovvero se non fosse stata parte di una multinazionale?” Domanda chiaramente senza risposta, ma sul tappeto rimangono i treni perduti, le recenti sofferenze lavorative di molti uomini ie famiglie e le prospettive per un futuro in cui pare necessario un cambio di rotta.


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