DOMENICA DI GRANDE FESTA A PREMANA PER L’ARRIVO DEL CARDINALE SCOLA



Il Cardinale Scola è tornato nel paese delle forbici dopo sette anni, quando era arrivato allora come Patriarca di Venezia per la festa di Sant’Ilario. Ad accompagnarlo come era da aspettarsi tutta la popolazione premanese e moltissimi fedeli di tutta la Valsassina. Presenti in chiesa per la santa messa i bimbi della prima comunione ma anche gli otto sacerdoti nativi di Premana insieme al Decano di Primaluna, don Lucio Galbiati.
DOMENICA DI GRANDE FESTA A PREMANA <BR>PER L'ARRIVO DEL CARDINALE SCOLA
Tra le autorità civili, hanno assistito alla cerimonia i sindaci di Premana Nicola Fazzinie di Pagnona Maria Cristina Coppo.

Don Mauro Ghislanzoni, parroco di Premana, ha salutato il cardinale e ha parlato del bisogno di avere più fede, mentre l’arcivescovo Scola nella sua omelia ha invitato i fedeli a “disporre la mente, il nostro cuore e tutte le nostre energie a ciò che Cristo ci vuole dire in questa festa". 

Scola ha parlato anche del matrimoni, ribadendo il concetto delle unioni tradizionali: “Niente di meglio del mistero delle nozze tra un uomo e una donna e l’apertura ai figli, ci può far capire l’alleanza mosaica di Dio con gli uomini”.

Il cardinale ha invitato i fedeli a non perdere la tradizione singolare che “si esprime in un linguaggio che ha adattato al Mistero la parola di tutti i giorni”, concludendo l’omelia con le parole di papa Paolo VI, “Cristo tu mi sei necessario”.

La processione è stato un momento di giubilo per tutti, quelli che hanno accompagnato per le vie del paese il Cardinale e quelli che dalle finestre salutavano il passaggio del corteo ricevendo in cambio la benedizione. 

Teli colorati sono stati sventolati, immagini della madonna, disegni dei bimbi delle scuole elementari o i biglietti con i nomi dei caduti nelle guerre, appesi ai muri dall’Associazione dei combattenti e reduci.

La processione si è conclusa di fronte al sagrato della chiesa di San Dionigi, con il sorriso del cardinale che si è detto soddisfatto della sua trasferta premanese perché “La sintonia dei colori, dei sapori, delle stoffe che ho visto e sentito durante il percorso, dicono la forza e la passione di questo popolo”.

Da registrare anche un breve momento "rumoroso" in chiesa, quando ad alcuni dei presenti il cardinale ha chiesto silenzio, ottenendolo.

 

 

 

 

 

 




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