SOLSTIZIO FA (QUASI) RIMA CON SORRISO. CONSIGLI PER UN BENESSERE “A COSTO ZERO”



Ci siamo. Il trio autunno–inverno-primavera, per gli imperscrutabili motivi che dal big bang regolano la danza delle stagioni, viene superato dal solstizio d’estate e quella che siamo soliti chiamare “bella stagione”, fra un po’ di vento, qualche nuvola rossa e il verde smeraldo dei boschi, entra trionfalmente tra le nostre contrade.

Ciò dovutamente premesso, tanto per inquadrare il momento storico, la voglia sarebbe di compilare una specie di manuale d’uso per affrontare quello che accadrà (o che ci attendiamo accada) nei prossimi due mesi e mezzo dalle nostre parti.

Un manuale completo, dalla A alla Z, tralasciando magari la Y e la doppia V per le quali sarebbe difficile trovare un appiglio; una ventina di regole, insomma, per sapere cosa fare, come fare, dove andare, come andare, e così via.

Ma l’alfabeto ci propone subito una lettera importante, la “A”, ed è risultato difficile andare oltre. Già, la lettera “A”, che ci ricorda, ad esempio, la nostra 3^ A (per chi c’è stato) e la serie “A”, e comunque tutto ciò che è “primo”, e davanti agli altri.

La nostra “A” dell’estate è la “A” di Accoglienza, ma toglietevi subito il dubbio, perché non è a quella di cui si parla sui giornali e nei telegiornali in questi ultimi mesi che ci si vuole riferire.

No, vogliamo parlare dell’Accoglienza verso chi sceglie la nostra Valle per trascorrere il suo periodo di vacanza, di chi ha la seconda casa e di chi ci viene solo per un giorno o per un fine settimana; di chi, insomma, ci fa visita e vorrebbe sentirsi bene non solo tra le belle montagne, ma anche tra la gente, e non solo tra quanti vivono direttamente di turismo.

Mi capita spesso di frequentare una località della vicina Confederazione. Ebbene, ogni persona che incontro mi saluta: non la conosco, ma mi saluta; ed io, imbevuto di quella che chiamo “la cordialità tipica delle genti di montagna” (ovviamente ricorrendo a della simpatica ironia) facevo quasi fatica a rispondere.

Mi chiedo “chi sei?”, “perché mi saluti”?

Adesso saluto anch’io, e vi assicuro che mi sento come a casa mia, Accolto, insomma, e felice.

Diciamo spesso un po’ tutti che per migliorare basta fare delle cose semplici, magari a costo zero. Ecco, il saluto, meglio se accompagnato da un sorriso, è un atto estremamente semplice, il primo gesto di Accoglienza di un territorio che vuole fare del turismo uno dei capisaldi della propria economia e conquistare la permanenza in serie “A”.

Ci proviamo?

Riccardo Benedetti

 




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