CENTRALI SUI TORRENTI: DOPO L’ASSEMBLEA LE DICHIARAZIONI DEI PROTAGONISTI



LECCO – Cinquanta persone ad una Conferenza dei servizi sono un segnale importante. Si tratta difatti di una di quelle assemblee ritenute ad uso e consumo degli addetti ai lavori, che per quanto possa essere aperta al pubblico è caratterizzata da tecnicismi e “burocratese” e perciò desta sempre poco interesse alla cittadinanza ma anche ai mezzi di comunicazione. Ma se un numero non trascurabile di cittadini è disposto a perderci un intero mercoledì mattina vuol dire che quello che è in gioco è ritenuto valere tale sacrificio, come evidenzia il primo cittadino di Premana, Nicola Fazzini, al termine dell’assemblea dedicata al progetto di captazione in Val Fraina.

nicola fazzini 1“Ho saputo solo l’altro giorno che il Comitato avrebbe organizzato questo presidio e hanno avuto il mio totale appoggio. Avere il loro sostegno in questa sede mi ha fatto enormemente piacere, anche perché so bene che molti di loro hanno perso ore di lavoro per essere qui”.
“Sull’esito della Conferenza – continua il sindaco – posso dirmi soddisfatto, anche per il parere deciso della Soprintendenza. Inoltre ho avuto modo di esprimere nella sede opportuna la posizione dei premanesi. Quello di oggi è solo un passaggio nell’iter per la concessione ma come amministrazione continueremo a esprimere la nostra contrarietà”.

Spezza invece una lancia, Fazzini, a favore della Comunità montana, inviata all’incontro ma assente: “certamente la presenza di un delegato della Comunità montana, o di un parere scritto, avrebbe potuto dar maggior sostegno alle istanze dei premanesi, ma dobbiamo riconoscere che in questo ambito specifico “la fornace” non ha competenze o responsabilità e perciò il loro intervento non avrebbe potuto influire più di tanto”.

caverio mastalliEntusiasta per la riuscita della manifestazione premanese è anche Pierfranco Mastalli, che come Legambiente ha sottoscritto il parere che il Comitato “Salviamo i nostri torrenti” ha depositato agli atti della Conferenza. “E’ nata col Comitato una sintonia e una collaborazione importante, e la risposta dei valligiani quest’oggi dimostra come a Premana questo tipo di sviluppo abbia raggiunto il limite di sopportazione consentito dal territorio ma anche dalla popolazione. In aula abbiamo tutti notato come il progetto fosse malfatto, incompleto, contraddittorio, e gli interventi hanno messo in luce leggerezze non trascurabili su troppi aspetti”.

torrenti premana conferenza servizi 6“Moderatamente soddisfatto” si dichiara invece il Comitato ambientalista, che ha apprezzato la posizione ufficiale del sindaco ed il parere “incisivo” della Soprintendenza. E proprio all’ufficio di salvaguardia dei beni architettonici e paesaggistici si rivolgono gli attivisti al termine della conferenza: “auspichiamo che la stessa soprintendenza possa essere ancora maggiormente attenta al fine di evitare che questa opera venga realizzata. Ci teniamo anche a ringraziare la Provincia che ha permesso agli artigiani  di Premana ed alla popolazione della Valvarrone di esprimere la propria posizione”.

 

Di seguito il documento che Mauro Spazzadeschi, a nome del Comitato, ha letto all’assemblea a conclusione della Conferenza

 

CONSIDERAZIONI GENERALI E MOTIVAZIONALI
CONFERENZA DEI SERVIZI
AUTORIZZAZIONE UNICA TORRENTE VAL FRAINA

Egregi signori

come collaboratore del Comune di Premana in merito alle richieste di derivazione idroelettrica sul nostro territorio, voglio rivolgermi a voi, non da un punto di vista strettamente tecnico, visto quanto già ampiamente sviluppato dall’amministrazione comunale, ma da un punto di vista generale.

  • Il Sindaco, ed il sottoscritto siamo qui per dare voce ad un intera valle, qui rappresentata da un nutrito gruppo di alpigiani, una valle che sta per subire una violenza o sarebbe meglio definirlo uno scempio legalizzato;
  • Non c’è bisogno di stare a disquisire o discutere per sapere che, il previsto DMV di 57 l/sec, non garantirà in alcun modo la continuità idraulica del torrente Fraina che andrà irrimediabilmente in secca visto che, il rigagnolo rilasciato, andrà in sub – alveo compromettendo in maniera irreparabile l’Habitat della valle;
  • Ne è un esempio la centralina già in funzione in località Ciudrino (sempre nel Comune di Premana) di proprietà della medesima ditta proponente, che con un DMV previsto di poco superiore a 100 l/sec ha gia fatto registrare diversi periodi di secca e discontinuità idraulica;
  • Questo vuol dire che i figli degli alpigiani, i figli di tutti i premanesi rischiano concretamente di non sapere mai cos’e un torrente di montagna sul nostro territorio, visto che oltre alla già citata centrale costruita in località Ciudrino, è in corso di costruzione una nuova centrale sulla contigua valle dei Forni senza tener conto delle numerose opere già presenti delle centrali ENEL;
  • Tutti abbiamo o dovremmo avere ben presenti che le conseguenze per l’habitat montano, con particolare riferimento a flora e fauna ed in termini di regimazione idraulica, saranno devastanti ed irreparabili;
  • Sappiamo tutti che impianti di questo tipo non hanno alcuna reale pubblica utilità, visto che l’energia annua ricavata è estremamente esigua, nonostante vengano devastati oltre 3Km di valle;
  • Sappiamo che senza gli incentivi statali nessuno di questi impianti verrebbe realizzato perché economicamente non conveniente;

 

E’ bene precisare che per quest’opera, a suo tempo, è stata richiesta l’esenzione dalla V.I.A., precludendo di fatto qualunque possibilità di salvaguardia ambientale, ed inoltre allo stato attuale la Provincia di Lecco non ha ancora predisposto un piano di Bacino Idrico.

Agli occhi di tutto il popolo di Premana ed in particolare degli alpigiani che vivono e tutelano la valle da generazioni, dovendo osservare una rigida legislazione in termini di tutela ambientale, risulta davvero incomprensibile come si possa invece adottare una procedura così snella e che non tutela in alcun modo il territorio; questa disparità di trattamento, purtroppo molto diffusa su tutto il territorio alpino, rischia di generare un senso di scoraggiamento e di disaffezione verso la montagna.

Per questo a nome del comitato Salviamo i Nostri Torrenti e con il sostegno del Comune di Premana, ed in rappresentanza della volontà della popolazione vi chiediamo di usare quelle leve, che comunque la normativa vigente prevede, per impedire questo ulteriore scempio, per fermare l’ennesima violenza verso la montagna, perpetrata da un sistema d’incentivazione folle e leggi che non hanno alcun reale fine ambientalista.

Ribadiamo ulteriormente la contrarietà dell’amministrazione in merito all’autorizzazione di quest’opera, contrarietà già palesata nelle osservazioni presentate e ribadita dal Sig. Sindaco nell’intervento, contrarietà che tutto la popolazione premanese ha chiesto a noi di esprimere, per la salvaguardia della cosa più importate per la gente di montagna … l’integrità, la dignità e la più ampia tutela del proprio territorio.

 

 

 

 




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