A BARZIO SCATTA LA CAMPAGNA ELETTORALE: TERZA VOLTA PER ANDREA FERRARI CHE SUBITO CONFERMA IL NO AL COMUNE UNICO DELL’ALTOPIANO



BARZIO – Al ‘governo’ del paese valsassinese ormai da dieci anni, “Nuova Barzio” ci riprova anche a maggio 2019. Come noto, riproponendo per la terza volta consecutiva il geometra Andrea Ferrari in qualità di candidato sindaco.

Altrettanto notoriamente (VN lo aveva anticipato oltre un mese fa) “sfidato” da Giovanni Arrigoni Battaia – alla guida di una lista che ‘viene da lontano’.

Non è un mistero infatti che il gruppo di Battaia nasca dalle ceneri di quello di Paolo Bianchi e che altre località della zona – Moggio in testa – guardino con simpatia a un eventuale ricambio a Palazzo Manzoni, nella speranza di arrivare alla realizzazione del famoso Comune unico” dell’Altopiano.

Su questo, la prima uscita ufficiale della lista di Ferrari è definitiva e non lascia spazio, ancora una volta, a margini di trattativa:

“Se eletti, non cederemo alle pressioni che giungono da più parti per la realizzazione di un comune unico sull’altopiano e di conseguenza la cancellazione del nostro comune. Barzio con noi continuerà ad essere Barzio e non una frazione di un altro comune”.

E ancora:

“Lo sviluppo dei Piani di Bobbio è importante, anzi importantissimo, ma questo deve avvenire nel rispetto dell’ambiente e con attenzione al futuro. Il tema che riguarda il collegamento con Artavaggio e la realizzazione di una galleria nella valle dei Mughi non avrà mai la nostra condivisione. Lo sviluppo di Bobbio dovrà realizzarsi per altre vie e secondo altre idee. Occorrerà essere lungimiranti in un momento di cambiamenti climatici e di sviluppo di numerose altre mete turistiche”.

Ma l’autonomia barziese non è l’unico tema sul tavolo della campagna elettorale che prende il via in queste ore. Molto si discute infatti sulle prospettive del paese ma anche su quanto fatto fino ad oggi dall’amministrazione Ferrari. Che ha fatto i conti, un po’ come tutte le pubbliche amministrazioni di oggi con casse comunali asfittiche.

“In questi anni, i più difficili per l’Italia dal Dopoguerra – annota ‘Nuova Barzio‘ – con la grande crisi economica che ha messo in ginocchio il nostro paese, abbiamo fatto tanto e riteniamo di avere amministrato mettendo al centro dell’attenzione la Persona e il rapporto quotidiano con i nostri concittadini. Tutto questo in un momento storico difficile, con l’edilizia ferma al palo e con lo stato che, tramite il Fondo di Solidarietà, sottrae continuamente soldi dalle tasche dei Barziesi. Dobbiamo sapere che ogni 100 euro di IMU che paghiamo, 70 finiscono nelle casse dello stato”.

“Abbiamo agito e lavorato con grande entusiasmo e passione per dare futuro e speranza a Barzio e ai Barziesi – conclude il gruppo di Ferrari – e questo impegno, al “servizio della collettività”, ci ha riempito di gioia”.




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