MOGGIO, NELLA CASA DEI LIBERALI UNA “TARAGNA DI DESTRA” PER LARA COMI IN EUROPA. MA SI È PARLATO ANCHE DI COMUNI, CACCIA E GOVERNO



MOGGIO – “La polenta è di destra o di sinistra? Per me la taragna è di destra!” Scomoda Gaber Umberto Locatelli, mattatore della taragnata elettorale in altopiano per spingere la candidatura di Lara Comi verso Bruxelles. E sarà difficile che avanzi qualcosa nei paioli, considerato che l’incontro ha esaurito le sedute del centro sportivo di Moggio.

“Con questa taragna elettorale parleremo di Europa, questa sconosciuta – debutta il responsabile valsassinese di Forza Italia -. Parleremo delle ultime posizioni anche alla luce del nostro governo. Un ente che sta sopra di noi e con cui dobbiamo iniziare a interagire per poterne trarre vantaggio. Se c’è un posto dove i liberali stanno bene è questa casa qui. Questa è la casa nostra, non sarà mai una caserma”.

Lieto della presenza della parlamentare europea anche il candidato unico alla carica di sindaco di Moggio Andrea Corti: “Lara Comi è qui per rappresentare le nostre radici e portarle in Europa. Si può fare tanto se c’è la passione e l’entusiasmo”.

Più nel dettaglio scende Mauro Piazza, consigliere regionale berlusconiano, parlando del Fondo di solidarietà che attanaglia i comuni turistici: “A Milano la norma per cancellare questa rapina di stato è passata all’unanimità. Poi a Roma si è bloccata. Ricordiamoci però che abbiamo votato a un referendum sull’autonomia”.

“La casa dei liberali è Forza Italia. Noi continuiamo a essere seri e sobri. Non bisogna ridurre la politica a ciance, post e tweet – è il monito dell’azzurro al pubblico di sostenitori, politici locali e candidati –. Oggi la politica italiana così come la stiamo vivendo produrrà effetti negativi nel medio periodo che pagheremo tutti noi. Se le persone che hanno cambiato l’Italia come la stanno cambiando vogliono andare in Europa, rischiano di fare solo disastri. Continue bombe fumogene per allontanare gli occhi degli elettori dai problemi reali. Lara Comi fa politica come la facciamo noi, è stata in Europa non a scaldare la sedia. La lega invece si sta distraendo con i negozi di cannabis”.

Obbiettivo nemmeno troppo nascosto quello di prendere le distanze dagli ex alleati salviniani, e sul punto si focalizza anche Lara Comi: “Abbiamo un governo di separati in casa, sembrano quasi al divorzio ma non lo faranno perché non conviene. Quello che mi fa più rabbia oggi è che chi sta al governo sembra che stia all’opposizione; intanto i clandestini sono 600mila o 90mila? C’è una bella differenza. È troppo facile alzare la voce in Italia e non andare in Europa. È questo il problema di credibilità che noi abbiamo in Europa: oltre a non andare alle riunioni sull’immigrazione disertano anche quelle sul lavoro. E non sanno parlare inglese. L’Europa non è perfetta però anche chi voleva uscirne ha capito che non si può. Va cambiata rendendola più vicina ai cittadini. Il vero centrodestra è quello che abbiamo in Regione Lombardia”.

Guarda poi nel proprio cortile l’europarlamentare varesina: “La caccia sembra un tema off limits per Forza Italia, in realtà sia io sia Mauro abbiamo portato avanti insieme questa battaglia. In Francia e in Germania i cacciatori vengono visti in modo diverso, sono più tutelati dalle leggi”.

Occasione questa per dare la parola a un altro candidato sindaco contro il quorum, Roberto Combi di Cassina che è pure riferimento per i cacciatori valsassinesi: “Vorrei solo dire che il tema della caccia è vasto e c’è dentro di tutto. Ad esempio per avere il porto d’armi ci vuole la fedina penale pulita. Devo dire che qualche volta anche noi ci distinguiamo per qualche errore ma la caccia per me è uno sport. In nome dei 650 cacciatori che rappresento voglio dire solo che c’è bisogno di rispetto per quello che facciamo”.

A.To.

 

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