DA LUNEDÌ PRIMALUNA SARÀ “UN CANTIERE UNICO”. MA CON DUE TECNICI



PRIMALUNA – Lavori tanti, col rischio che qualcuno (a Roma) li giudichi paradossalmente “troppi”. Ma va così, se sei valsassinese e ti trovi davanti a un guaio – grossissimo come quello causato dal maltempo dell’11 e 12 giugno – l’unica risposta che dai è quella di rimboccarti le maniche e appunto lavorare.

Non nasconde le sue preoccupazioni in materia il sindaco Mauro Artusi, che parla di attività certe, attesa di conferme e di una “serenità che avremo solo quando vedremo le firme sugli impegni per la ricostruzione”.

I tecnici del Ministero giunti l’altro giorno dalla capitale sono rimasti stupiti, vedendo la mole di “sbattimento” nel paese in Centro Valle e Artusi – scherzando ma non troppo – si augura in materia che per l’appunto non si corra il pericolo di apparire eccessivi. “Ma comunque da lunedì Primaluna sarà un cantiere unico – afferma convinto il borgomastro – e di lavoro ce n’è fin troppo. Restano sei persone sfollate, tre in zona Molinara e tre alla Fus, a loro a Cortabbio e a tutta Primaluna dobbiamo le risposte giuste, rapide e possibilmente definitive”.

E se il cantiere sarà “unico” nel senso che la località sarà interessata da una mole enorme di interventi, due sono i tecnici impegnati: accanto a Sandro Cariboni – titolare del servizio – si è aggiunto infatti dal 15 giugno l’ingegner Giorgio Siani, “ingaggiato” al volo nei giorni delicatissimi dell’emergenza quando Cariboni “ha prestato ininterrottamente e sotto stress la propria attività al fine di tenere monitorata e sotto continuo controllo la situazione del territorio comunale” ma poi per ferie era assente dal servizio dal 15 al 23. In quel periodo, racconta Artusi, il responsabile tecnico ufficiale “ha passato ore e ore al telefono dal mare per rimanere aggiornato sulla situazione, mentre per una questione del tutto casuale abbiamo incontrato Siani, che stava effettuando dei lavori per un privato a Primaluna e si è messo a disposizione, con tutta la sua indubbia esperienza”.

Ne è nato un accordo “volante, con il conferimento dell’incarico di Responsabile del Settore Tecnico all’ingegnere lecchese (già sindaco di Mandello) “per il periodo 15 giugno-23 giugno 2019 e comunque fino a rientro del Tecnico Comunale”.

Rientrato Cariboni, ora i due stanno operando spalla a spalla nella sistemazione di un paese letteralmente disastrato. Che attende conferme dei finanziamenti promessi (ma ancora non confermati in via definitiva dal Governo) ma che nel frattempo comunque è al lavoro per tornare alla normalità.

Ma se i soldi garantiti a parole, poi nei fatti non dovessero arrivare sul territorio? Molto semplice: “Consegnerei le chiavi del municipio alla Prefettura” dichiara Artusi.

Per nulla in vena di battute.

S. T.




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