DIARIO DALLA ‘QUARANTENA’/PAI, IL NONNO CIBERNETICO DI TACENO



Questa emergenza sta facendo nascere una nuova generazione di nonni cibernetici, quelli che in questi giorni di quarantena, costretti a stare a casa hanno iniziato ad avere una confidenza speciale con computer, tablet e telefonini.

È il caso di un nonno speciale, il Pai di Taceno che ha compiuto i suoi primi ottant’anni in piena emergenza ad aprile, esprimendo un augurio particolare: “Ormai sono arrivato agli 80, se mettessero un tetto ad ottanta per il ricovero in ospedale sono fregato, dunque è meglio che non mi ammalo…”.

Giuseppe Melesi è un ex operaio metalmeccanico di Taceno, appassionato di pesca su torrente (per ben due volte secondo ai campionati italiani). “Anni di gloria” commenta il Pai mentre nel suo nuovo ruolo di cyber-nonno dà un’occhiata alla Gazzetta dello Sport sul pc di casa. “Non posso uscire e non devo uscire per andare in edicola, dunque mi guardo le poche notizie sportive sul computer” spiega al telefono nonno Giuseppe, e questa non è l’unica attività che il Pai fa con i nuovi mezzi tecnologici.

CHIARA FERRAGNI - Yves Saint Laurent on VimeoDall’inizio della sua “clausura” in casa, oltre come dice lui “a parlare con le galline e scacciare il gallo che vuole mangiare le loro uova, oppure ad innaffiare le piantine di pomodoro che ho in garage e che appena si fa bello trapianto nel mio bell’orto”, oltre a tutto questo guarda il giornale sul computer ed è diventato un vero e proprio youtuber, addirittura una specie di influencer da fare invidia alla Ferragni.

Giuseppe prepara e costruisce dei cestini in vimini per la parrocchia locale e cerca di “piazzarli” anche tra parenti e amici (a un prezzo appena superiore a quello di una mascherina per difendersi del virus), utilizzando dei videomessaggi. Amici e parenti lo ascoltano con interesse mentre spiega in dialetto valsassinese il modo di costruire i suoi prodotti e invita gli amici che lo stanno guardando a smetterla di giocare a carte per mettersi anche loro a fabbricare cestini.

Volontario della Protezione Civile locale e soprattutto espertissimo cuoco di polenta taragna, molto ricercato nelle feste popolari, sempre a scopo benefico, Giuseppe spiega quasi con rammarico che queste cose, insieme alla sua canna da pesca, sono quelle che più gli mancano in questo triste periodo.

“Appena potrò uscire, porterò mio nipote al Pioverna e gli farò vedere come si fa a pescare – spiega -, ci ho provato con le mie figlie, ma ho tre femmine e nessuna ha voluto seguire la mia passione, spero che lui diventi bravo come me nella pesca sul torrente” afferma ridendo.

Passerà anche questa emergenza e rivedremo il Pai sorridere e scherzare mentre aggiunge i formaggi nel pentolone della taragna, perché gente come lui è quella che ci farà tornare alla normalità tra non poco. E la gente come il Pai con i suoi 80 anni appena compiuti è quella che ci dà la forza per credere che #andràtuttobene.

Fer




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