NELLA STORIA DELLA VALLE/1930, VIRGILIO RITROVA SUA MAMMA INTROBIESE



INTROBIO –  Correva l’anno 1898 quando Giuseppe Bonolo, onesto contadino valtellinese si presentò al bretrotrofio Sant’Anna di Como per adottare un bambino. In giornata il Bonolo fece ritorno a casa con in braccio un bellissimo maschietto bruno che dalle carte risultava essere nato a Introbio. La creatura era stata battezzata col nome di Virgilio Verzetti. Il piccolo Virgilio ebbe una vita tranquilla coi genitori adottivi che nel frattempo si erano trasferiti nella campagna novarese. Un giorno però, Virgilio venne a sapere di non essere figlio naturale dei suoi genitori e iniziò a nutrire il desiderio di conoscere la sua vera madre.

In età giovanile, Virgilio accompagnò suo padre in Argentina dove si era trasferito per lavoro finché non fu chiamato alle armi per la prima guerra mondiale. Venne arruolato nel V reggimento Alpini per combattere all’Ortigara nel battaglione Marmolada per poi andare a Santa Lucia di Tolmino nel battaglione Morbegno dove a fine ottobre 1917 venne fatto prigioniero.

Virgilio passò da un campo di concentramento all’altro vivendo la dolorosa odissea dei prigionieri italiani in Austria, ma appena tornò in Italia dalla prigionia iniziò a cercare decisamente la sua mamma, ma passarono diversi anni prima che avesse le sue notizie.

Il Verzetti scrisse diverse lettere alle autorità introbiesi senza ricevere riscontro, fino a che, ricordandosi che ad Introbio abitavano tre commilitoni di guerra con i quali aveva fatto amicizia in trincea, andò a trovarli. Non fu difficile grazie al loro aiuto rintracciare la sua vera mamma, che all’epoca aveva tre figlie una delle quale suora. La donna, Angela Mazzoleni, accolse il ragazzo che venne a farle visita e alla domanda se lei avesse avuto un figlio maschio trentadue anni fa, lei rispose affermativamente.

Di fronte alla risposta, il giovane gettò le sue braccia al collo della donna dicendole: “quel figlio sono io”.

La mamma con le lacrime agli occhi presentò suo figlio alle sorelle e al marito e tutto il paese lo accolse con simpatia, perfino il proprietario dell’albergo dove soggiornava Virgilio, diretto cugino della madre, lo abbracciò con gioia.

Questa storia d’amore è stata raccontata dal Corriere della Sera nell’edizione del 24 gennaio 1930.

F.M.

 




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