ARRAMPICATA, QUESTA SCONOSCIUTA? ANDREA CARÌ, GUIDA ALPINA, RACCONTA LE POTENZIALITÀ CHE ABBIAMO IN VALSASSINA



CORTENOVA – “La Valsassina, valle dei sassi, offre molti percorsi per gli appassionati di arrampicata ma sono ancora pochi quelli che vi si cimentano“. Lo racconta Andrea Carì, guida alpina e membro del soccorso alpino, che vorrebbe avvicinare sempre più gente del posto a questo sport.

Quando è nata questa passione?
Fin da piccolo mio padre mi ha portato in montagna, all’età di 5 anni ho iniziato ad “arrampicare”, la cosa mi è piaciuta parecchio e da allora non ho più smesso.

Nella tua carriera hai tracciato dei percorsi di arrampicata?
Si, diversi: vie di più lunghezze nel gruppo dei Campelli (Piani di Bobbio) e della Grigna, oltre a diverse falesie. Quella che mi ha dato più soddisfazione è stata fatta cinque anni fa a Cainallo: la falesia Amore & Psike, ci ho messo tanta passione, ho costruito anche delle panchine in legno per godersi attimi di sosta tra un tiro e l’altro.

Da cosa parte l’idea di creare un nuovo sito di arrampicata?
Innanzitutto bisogna valutare la roccia, e la parete su cui si procederà con l’arrampicata. Da qui si passa al disgaggio delle pietre superficiali instabili e alla pulizia da eventuali erbe o piante, poi si provano i movimenti di arrampicata per renderli più armonici possibile e alla fine si mettono i chiodi fissi per l’ancoraggio sicuro dei tiri di corda, ovvero, la distanza tra questi punti.

A questo punto la via è pronta per tutti?
Sì, in base alle capacità di chi si mette ad arrampicare, il percorso è fruibile da tutti. In caso di dubbi, si può sempre richiedere il supporto delle guide alpine per arrampicare in tranquillità.

Quante guide alpine ci sono in Valsassina?
Nel nostro gruppo siamo in cinque (uno è un laghèe ma valsassinese di adozione) e tutti facciamo parte del soccorso Alpino Valsassina e Valvarrone
.

È arrivata la prima neve in questi giorni, ti senti di dare dei consigli alle persone che vorranno fare delle escursioni in sicurezza?
La sicurezza e il pericolo zero in montagna non esistono, come del resto in tutte le situazioni quotidiane, subentrano sempre dei fattori che possono mutare le condizioni, sia fisiche personali, come la stanchezza, sia climatiche. Io preferisco dire che bisogna usare la consapevolezza, cioè valutare sempre quello che si va a fare.

Per prima cosa informarsi sul bollettino meteo, non solo della giornata, ma guardare anche ai giorni precedenti per avere un’idea chiara delle condizioni che si troveranno in montagna, ad esempio se è nevicato o fatto molto freddo. Avere l’attrezzatura adeguata, abbigliamento e calzature, in questo periodo di prime nevicate anche i ramponi nello zaino, scegliere un percorso alla propria portata e percorrerlo solo se si hanno le competenze per farlo. Nel dubbio noi guide alpine siamo sempre a disposizione per eventuali consigli sia tecnici che relativi alle condizioni del singolo itinerario.

 

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