DON GABRIELE COMMENTA LE LETTURE DEL GIORNO DI NATALE



Si dice: “E’ un Natale diverso”. E’ vero. Ma forse sono proprio le cose che ci mancano a farci riscoprire cosa sia il vero Natale. I luccichii delle feste, caricandosi ogni anno sempre di più, hanno fatto sempre più impallidire la luce di Gesù.

Sono le solite cose che tante volte abbiamo sentito e detto, ma se superiamo questo fastidio della ripetizione, riconosciamo che sono vere e che di questa situazione ne avevamo bisogno come se fosse una medicina amara.

E l’amarezza non è prima di tutto il non poter andare nei negozi o affollare i luoghi di ritrovo e di divertimento, ma, molto più seriamente, sono le persone malate o morte, la sofferenza e solitudine loro e dei loro cari, la fatica di chi li cura, ecc., fino a giungere alle sofferenze che potremmo chiamare più sociali quali il lavoro, la solitudine, la scuola, ecc.

Dice il nostro arcivescovo: “Ogni situazione è un’occasione”.

Ma quale occasione di offre la situazione di oggi?

Ciò che questo Natale ci offre non è l’”andrà tutto bene”, e “tutto tornerà come prima”.

E’ la riscoperta nuova e piena di meraviglia che attraverso il suo Figlio fattosi uomo Dio è entrato nella nostra storia.

E’ questo ciò che riconosciamo nel bambino di Betlemme.

Ma come lo si può dire mentre si gozzoviglia, si è sazi eppure mai contenti, o lo si pontifica dall’alto?

“Scendere”: è la strada percorsa dal Figlio di Dio che dall’alto della sua divinità si è fatto uomo come noi, fino a nascere in una stalla ed essere deposto in una mangiatoia per animali.

“Scendere”: è la strada obbligata che dobbiamo percorrere anche noi scendendo dalle nostre altezze (importanza, successo, onore,, ecc.) se lo vogliamo incontrare.

Per entrare nella chiesa della Natività a Betlemme c’è una porta alta 1,5 metri: i bambini non si devono abbassare, ma i grandi sì…: ”se non diventerete come bambini, non entrerete nel Regno dei cieli”.

Eppure anche i bambini disobbedirono, litigano, ecc.

La parola di Gesù ci invita a diventare piccoli dentro di noi, scendendo dalle nostre altezze.

E’ questo ciò che ci invita a fare Gesù, il Figlio di Dio venuto a salvarci attraverso la fragilità di un bambino.

Impensabile! Incredibile!

Eppure è così che Gesù ci salva, perché nel suo Natale è proprio la sua fragilità che attira e cambia il nostro cuore.

Don Gabriele
Vicario parrocchiale

 

 

 

 




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