DON GABRIELE COMMENTA IL VANGELO DELLA SECONDA DOMENICA DI AVVENTO



Il Vangelo di questa seconda domenica di Avvento ci presenta la figura di Giovanni Battista come inviato da Dio per preparare la via a Gesù che deve venire. Giovanni non trattiene nulla per sé nonostante l’importanza della sua missione: “Dopo di me viene uno più forte di me, e io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali”.

Possiamo dunque dire che Giovanni è tutto proteso verso Gesù: lo era lui stesso, e così lo indicava a coloro che accorrevano a lui: non predicava se stesso, ma Gesù.

Raccogliamo tre punti evidenti della sua predicazione.

1. “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”: il Signore non può venire a noi se camminiamo per sentieri tortuosi, cioè se viviamo una vita disonesta e disordinata. Detto con un principio generale: senza una vita morale retta. O che tende ad esserlo, non è possibile incontrare veramente Gesù; senza una vita morale onesta, o il desiderio sincero di essa, non si può giungere alla fede, ma la si perde.

2. Giovanni predicava non solo con la parola ma con la sua stessa persona: quali qualità esprimeva?

• la povertà della sua vita (non in “comode vesti”, dirà di lui Gesù),
• attento a Dio e alla sua Parola
• l’umiltà “io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali”.
• l’invito a riconoscere e a confessare i propri peccati e a convergere verso Gesù.

3. Infine Giovanni mette a confronto il battesimo che lui dava con quello che avrebbe dato Gesù:

• il battesimo di Giovanni era “con l’acqua”,
• quello di Gesù sarebbe stato “in Spirito Santo”.
Potremmo spiegare questa differenza così:
• il battesimo di Giovanni era come l’invocazione dell’uomo ad essere salvato;
• il Battesimo di Gesù sarebbe stato il chinarsi di Dio sull’uomo per accoglierlo come figlio, donandogli lo Spirito Santo.

Concludendo: letto oggi, ancora all’inizio dell’Avvento, questo Vangelo ci invita a preparare il nostro incontro con Gesù – non solo quello di Natale, ma quello di sempre – lasciando emergere in noi il desiderio sincero di salvezza, cioè di una vita buona come quella di Gesù, e, per prepararci a questo, intraprendere una vita morale onesta, fatta di sobrietà, di attenzione a Dio, di sincerità e umiltà, come è stata la vita di Giovanni Battista.


Don Gabriele

Vicario Parrocchiale

 

 

 

 




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