PREMANA: LA FRANA SVELA DUE ANTICHE GALLERIE PER TRASPORTARE IL FERRO



PREMANA – Stanno attirando curiosità e interesse due bocche venute alla luce recentemente nel bel mezzo di una frana sul territorio di Premana, tanto più che si è capito da subito trattasi di manufatti antichi.

Tutto ciò a valle dell’abitato di Premana, all’inizio della Valmarcia, poco prima della sua confluenza nel fiume Varrone, in un’area su cui esistevano forni fusori legati alla estrazione e lavorazione del ferro, e il cui toponimo “Forni” la dice lunga sull’attività che vi si svolgeva.

Una ricognizione ha rivelato che esse sono l’entrata di due gallerie in pietra, ben conservate, di cui non si vede la fine, ma che sono indirizzate verso i resti in superficie di quelli che erano i forni e presentano resti di ferro spugnoso frutto della fusione. Si sta monitorando la possibile presenza di una terza galleria facente parte del complesso fusorio.

Complesso da cui passava “la vie dól car“, alcuni tratti ancora visibili, mulattiera percorsa dai carri e dagli animali da soma portanti il minerale estratto dalle miniere i cui imbocchi erano anche in Valmarcia alta e che si dice fossero collegate alle miniere di Artino e di Varrone, polo minerario notevole fin dall’epoca romana tanto da essere attraversato dalla Via Gentium, l’antica via che da Milano portava nell’attuale Svizzera.

Dopo una prima fusione, detta arrostimento, il minerale veniva portato negli altiforni edificati lungo il fiume per venire fuso nuovamente e lavorato per essere privato dalle scorie, oltre quello in Valmarcia, famosi quello alla Soglia ed il San Giorgio.

L’acqua del fiume opportunamente convogliata faceva funzionare il grosso mantice che dava aria affinché il fuoco fosse sempre vivo per mantenere una temperatura attorno ai 1500 gradi necessaria per la colata. Ci voleva una settimana di calore per raggiungere quei gradi, poi il forno lavorava ininterrottamente giorno e notte per mesi.

Il ferro così ottenuto veniva lavorato poi nelle fucine e fucinette poste anche esse lungo il fiume sempre per sfruttare la forza motrice dell’acqua.

A tutt’oggi quindi il territorio continua a sorprenderci, a restituire le testimonianze di una storia millenaria e a confermarla, iniziata con la scoperta della presenza del ferro da parte dei Celti e a cui Premana è sempre stata ed è ancora legata.

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