DON GABRIELE COMMENTA IL VANGELO DELLA DOMENICA DELLA SANTISSIMA TRINITÀ



Oggi celebriamo la festa della SS. Trinità: è questo un punto della nostra fede fra i più difficili da spiegare e da comprendere. Fino a che si parla di tre persone sembra tutto chiaro, …. ma rimane il mistero: tre Persone ma un solo Dio. Se per l’uomo non è impossibile, anche se è difficile, risalire con la propria ragione all’esistenza di un Dio creatore, è solo per la rivelazione di Gesù che noi sappiamo che questo Dio è comunione fra tre persone: Padre, Figlio e Spirito.

Questo mistero della Trinità è già intravisto nell’episodio raccontato nella prima lettura di oggi: la visita misteriosa di quelle tre persone che Abramo accoglie prostrandosi fino a terra davanti a loro.

Paolo invece, nella seconda lettura, ci ha parlato dello Spirito come di Colui che porta in noi la vita stessa di Dio, e che perciò possiamo dire con verità parole di fede e di preghiera perché siamo realmente suoi figli.

Nel Vangelo Gesù ci aiuta a comprendere che essere credenti non vuol dire un atto d’intelligenza e basta, ma che comporta un obbedire alla sua parola e che il credere in Dio diventa una relazione con le persone della Trinità: “Noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”.

Come è diverso il credere genericamente in Dio dall’avere una relazione con le persone della Trinità: sapere che Dio è Padre provvidente e amorevole, e potersi rivolgere a Lui con la fiducia e l’affetto di figli; sapere che quel Gesù vissuto fra noi è il Figlio, ed è il segno più eloquente dell’amore del Padre per noi: “la mano che il Padre tende a noi peccatori”;
sapere che siamo abitati dallo Spirito santo che portando in noi la vita divina ci introduce nella vita stessa della Trinità, e ci rende veramente figli del Padre, fratelli di Gesù e fratelli fra noi.

Queste verità di fede possono sembrarci lontane dalla nostra vita, ma se pensiamo che siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio, troviamo in noi, nelle nostre famiglie e

verso tutta l’umanità un desiderio di unità e di amore come lo contempliamo nella Trinità.

Vorremmo che ogni sacrificio e fatica onesti di cui sono fatti la nostra vita non fossero inutili; vorremmo trovare libertà, pace e comunione vere perché intuiamo che in questo starebbe la nostra gioia: nella Trinità, a modello della quale siamo stati creati, troviamo la sorgente di queste nostre aspirazioni e il loro compimento più perfetto che il Padre vuole partecipare anche a noi.

Il mistero della SS. Trinità, segno di unità e di amore, sia anche per ciascuno di noi e per tutta la Chiesa stimolo verso un cammino più vero di comunione e di unità.

Don Gabriele
Vicario parrocchiale

 

 

 

 

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