PARASCHIENA PER MOTO: COME SCEGLIERE E PERCHÉ È UTILE



LECCO – I motociclisti sanno bene quanto sia importante il giusto abbigliamento, gli accessori e le attrezzature quando si viaggia in moto, sia per brevi tratti che per lunghe percorrenze. Una componente dell’abbigliamento tecnico che non si deve sottovalutare è il paraschiena. Come il casco e il giubbotto, la protezione per la schiena è un accessorio molto importante per la sicurezza del motociclista e si può acquistare su uno dei tanti siti vendita moto usate Italia. Sebbene non sia obbligatorio, è un dispositivo necessario per la protezione e la salute dei centauri, soprattutto per coloro che trascorrono molte ore in sella.

Come suggerisce il nome stesso dell’accessorio, il paraschiena serve per riparare la schiena da urti e sollecitazioni durante la guida. La moto espone il pilota a molti pericoli, dovuti all’esposizione diretta del corpo con l’ambiente circostante senza una cellula protettiva. Le strade sono spesso mal tenute e prive di infrastrutture specifiche per chi guida su due ruote. Per limitare i danni e i rischi, oltre al prezioso casco, il motociclista deve provvedere a proteggere anche altre parti esposte come le mani, i gomiti, le ginocchia e la schiena. Si tratta di accorgimenti che proteggono sia dalle intemperanze climatiche, ma soprattutto da traumi e lesioni causate da cadute o incidenti. Utilizzare un paraschiena riduce del 40% il rischio di traumi irreversibili alla colonna vertebrale in caso di sinistro, questo perché in caso di urto, il paraschiena limita la trasmissione della forza dell’impatto sulla schiena che è anche la parte del corpo umano preposta a mantenere l’equilibrio e la postura eretta.

I paraschiena per moto devono rispettare delle precise norme ISO ed essere omologati. Pertanto, in commercio occorre acquistare i dispositivi che rispettano la norma EN1621-2/12. I modelli possono esseri vari, in base all’uso specifico. Le tipologie principali sono tre: lower back protector per proteggere la fascia lombare; central back per proteggere la fascia centrale in corrispondenza della colonna vertebrale (il modello più venduto); fulla back per proteggere la schiena integralmente, scapole incluse.

La normativa non definisce uno standard obbligatorio, bensì i parametri di composizione che i produttori devono rispettare per essere omologati indipendentemente dai materiali e dalla forma, purché superino i test sulla sicurezza.

La struttura standard del paraschiena si compone di una parte esterna flessibile che possa assorbire l’impatto della forza d’urto. La flessibilità, a sua volta, permette al motociclista una discreta libertà di movimento, per poter inarcare e spostare il busto e un miglior confort e di vestibilità. La parte più interna, invece, è realizzata con materiale assorbente, morbido ed elastico, il cui scopo è assorbire l’energia cinetica scaturita dall’urto. Questi due elementi rappresentano le caratteristiche principali e immancabili nella produzione di un paraschiena. Ogni produttore, poi, adatta la linea di prodotti a materiali più traspiranti, con innovative idee antibatteriche, rifiniture e soluzioni per il confort e ogni condizione di utilizzo. Per quanto riguarda i modelli di paraschiena, se ne distinguono principalmente due: i modelli esterni simili a cinture e bretelle regolabili da indossare singolarmente, oppure modelli “interni” da inserire o incorporare all’interno di giacche e tute predisposte con apposite tasche per “alloggiare” il paraschiena.

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