COMPRENSIVO DI PREMANA, PASQUINI FA CHIAREZZA: CODEGA “VOLEVA IMPORRE LA SUA LINEA SENZA AVERE IL CONSENSO NECESSARIO”



ALTA VALSASSINA – Riceviamo dal sindaco di Casargo Antonio Pasquini l’interpretazione autentica di quanto avvenuto intorno alla spinosa vicenda dell’Istituto Comprensivo di Premana “salvato” nei giorni scorsi a suon di numeri, sfavorevoli a chi dopo averlo difeso aveva deciso di abbandonarlo a favore di Bellano (leggi: la collega premanese Elide Codega):

In claris non fit interpretatio
Facciamo un po’ di chiarezza…

Quando ci si intesta delle battaglie e poi alla fine non si riescono a portare a casa i risultati  è normale attribuire la colpa alla politica, alla Comunità Montana,  alle poltrone, ai seggiolini, a Piazza, a Fragomeli, ai se del Pd, della Lega e di Fratelli d’ Italia, del tempo, delle elezioni e di Minnie e di Topolino… Forse sfugge la lettura più immediata che è quella di voler imporre la propria linea senza avere il consenso necessario.

 

Già,  perché la norma provinciale sul dimensionamento scolastico, presente da diverso tempo e anzi in passato ben più esigente, dal momento che anni fa era richiesta l’unanimità (caso Val San Martino docet), richiede un’ampia convergenza di numeri, e poi sempre lui, il consenso ampio. Ribadisco: quando si parla di riorganizzazione scolastica serve un consenso ampio che va cercato e costruito con i tempi ed i modi necessari.

 

Forse qualcuno ritiene, erroneamente, che  l’ICS di Premana ricomprenda il territorio comunale della sola Premana,  invece presenta un più ampio comprensorio al quale fanno riferimento anche i plessi scolastici di Casargo e Margno.

 

Ma partiamo dall’inizio: per anni i cinque Comuni facenti capo all’ICS Premana hanno sempre congiuntamente richiesto la nomina di un dirigente scolastico, condizione che seppur  non realizzatasi comportava  la nomina di un reggente, contestualmente i Comuni chiedevano di mantenere a gran voce  l’autonomia anche in relazione alle peculiari condizioni socio-territoriali.

 

Riporto la delibera assunta per tutti gli anni, sino al 2022 “è necessario ribadire fermamente come, dal punto di vista del territorio e della logistica, le peculiarità dell’Alta Valsassina impongono il mantenimento dell’attuale Istituto Omnicomprensivo di Premana in quanto, se così non fosse, i disagi e i disservizi in capo a studenti, genitori, insegnanti e amministratori sarebbero gravissimi, con rilevanti e deleterie ripercussioni sulla qualità dell’istruzione e sul futuro dei nostri giovani;  cit delibere approvate da tutti i Comuni”.

 

Fermandosi per qualche istante a riflettere sui  gravi disagi lamentati sino a ieri ed oggi, nel volgere di poche settimane, arrivare a paventare la chiusura dell’ICS può significare solo due cose: o nel primo caso sono stati deliberati e votati documenti ed atti alieni alla realtà oppure nel secondo caso significa che si sta andando decisamente troppo di fretta.

Inizialmente, dopo la consueta  lettera inviata dalla Provincia di Lecco, viene organizzato un incontro per il 12 maggio,  dove si sostiene  di un non meglio precisato e  imminente obbligo legislativo di sopprimere e chiudere gli Istituti scolastici sottodimensionati, tra cui quello dell’ ICS di Premana al quale non sarebbe spettata altra scelta  dall’ essere inglobato dal comprensivo di Cremeno o in alternativa da quello di Bellano.

La discussione è lunga e le posizioni divergono, emerge con chiarezza la posizione del Comune di Casargo finalizzata a chiedere ancora per un anno l’autonomia nel contempo mettendo a fuoco una serie di problematiche e non da ultimo di garanzie per il territorio nel caso di accorpamento con altro istituto comprensivo. Al termine della riunione, nell’esigenza di trovare una sintesi condivisa, viene dato mandato al Comune di Premana di  predisporre una bozza da condividere con gli altri Comuni.

Segue di pochi giorni il secondo incontro del 17 maggio nel quale la rappresentante del Comune di Premana, senza aver inviato previamente alcun testo condiviso, come inizialmente concordato, afferma che la Giunta comunale avrebbe già deciso un testo autonomo tendente all’accorpamento con l’Istituto di Bellano.

Colpo di scena, l’assemblea riunitasi composta da amministratori, insegnanti e rappresentanti scolastici e genitori si appresta a discutere di un tema per la verità che qualcuno avrebbe già discusso e deciso. Gli altri amministratori locali presenti rilevano la mancata condivisione di un testo condiviso e il mancato coinvolgimento dell’assemblea in questo modo trattata a mera cornice. A questo punto, il colpo di mano non riesce e l’amministrazione di Premana è costretta a fare marcia indietro e condividere un testo.

La settimana successiva, all’esito di interlocuzioni avvenute per le vie brevi, emerge dal testo della delibera inviata alla Provincia, cito testualmente: “viste le incertezze legate all’accorpamento, [si deibera] di richiedere all’ Amministrazione provinciale di Lecco Servizio Istruzione e Formazione Professionale, un incontro per chiarire alcuni aspetti legati ad un eventuale passaggio all’Istituto comprensivo di Bellano”.

 

La Provincia di Lecco, ricevute le delibere,  e con ogni probabilità comprendendo l’assenza di unanimità circa il destino dell’ICS di Premana, convoca la prima riunione aperta ai cinque Comuni territorialmente interessati. Nel frattempo il consiglio di Istituto delibera, cito: Sentito Il presidente che spiega brevemente la necessità di esprimere un parere in forma di delibera sulla possibilità di accorpamento dell’istituto comprensivo di Premana in base della nuova normativa sul dimensionamento scolastico (Legge 29 dicembre 2022 n. 197) delibera a maggioranza con 10 voti favorevoli ed uno contrario, l’accorpamento con l’istituto comprensivo statale “Monsignor Luigi Vitali ” di Bellano.

 

La delibera  viene quindi assunta nella convinzione dell’imminente obbligo di accorpamento che sarebbe  recato dalla L. 197/2022 (Legge di bilancio  2023). In realtà la previsione della legge di bilancio, peraltro dal contenuto già sentito in altre circostanze, è tuttora lettera morta mancando dell’iter attuativo necessario.

 

Nei giorni seguenti, inizio giugno, apro un confronto con tutti gli amministratori, i docenti e alcuni genitori e dal canto mio ribadisco la necessità di ponderare meglio la scelta circa il destino dell’ Istituto comprensivo dell’Alta Valle.

 

Si tiene l’incontro in Provincia dove al termine della lunga discussione il Comune di Casargo ribadisce la necessità di scelte ampie e condivise,  ammettendo che in assenza di deroghe legislative  si sarebbe dovuta prendere una decisione.

 

La riunione viene riaggiornata dalla Provincia di Lecco. Segue nuovamente un incontro, sempre nella sede provinciale, nel quale sostengo la linea di richiedere l’autonomia ancora per un anno senza quindi cadere nei rischi di norme frettolosamente interpretate e di agire in spregio alle peculiarità territoriali e sociali che senz’altro meritano ascolto, confronto e attenzione nell’interesse di bambini, ragazzi e famiglie.

 

Cosa è avvenuto è cronaca dei giorni nostri.

Osservo che in Provincia di Lecco vi sono diversi Istituti Comprensivi senza dirigente scolastico, non ho notizia di richieste di soppressione e/o accorpamento sulla scorta di questo dato, e lo stesso avviene per molti altri servizi ed articolazioni dello Stato, penso per esempio ad un ambulatorio medico che, applicando questo illuminato metro di giudizio propugnato da qualcuno, sarebbe senza appello destinato alla chiusura, lo stesso vale per un ospedale, etc etc. Per anni i comuni sono rimasti senza segretario comunale o con segretari a scavalco che avevano dieci/quindici comuni, non per questo si è chiuso il portone del municipio dove non vi era un segretario titolare, ma con Anci ed il ministero si è lavorato per cercare di risolvere il problema.

 

Ritengo che mai, e sottolineo mai, dovrebbe mancare un confronto serio sul futuro e sulle prospettive del nostro territorio, ivi compresa la capacità di garantire servizi adeguati ai nostri cittadini, adoperandoci per evitare la desertificazione sociale ed economica delle aree interne che sta assumendo i contorni di un male endemico nazionale.

Concludo ringraziando l’amministrazione provinciale per l’ascolto ed il tentativo di mediazione, con il dire che la politica perde quando di fronte ai problemi e alle sfide dell’oggi preferisce comodamente  fare scegliere in altri luoghi  la gestione e l’erogazione dei servizi  rinunciando a qualsiasi specificità che rende questo territorio unico anche se distante dai centri urbani.

Antonio Pasquini
Sindaco di Casargo

 

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