CORTABBIO – Nel 1535, in un luogo allora isolato attualmente a Cortabbio di Primaluna, una contadina sordomuta fu testimone di un evento miracoloso: durante la raccolta della legna, le apparve la Madonna, che le chiese di far costruire una chiesa in suo onore. Come segno del miracolo, la donna riacquistò la parola. La notizia si diffuse rapidamente e, nello stesso anno, iniziò la costruzione del santuario. La chiesa fu inizialmente dedicata alla Natività di Maria e, a partire dal 1893, a Maria Bambina, con l’inserimento della statua in cera della Madonna neonata, custodita ancora oggi nella cappella destra. Nel corso dei secoli, il santuario subì numerosi restauri e ampliamenti, in particolare dopo un grave danneggiamento nel 1608 e durante il Settecento, quando furono realizzati il campanile, le volte e i cornicioni ad opera del capomastro Andrea Volpi.
L’interno è un vero e proprio scrigno d’arte sacra: la navata, a croce latina, è arricchita da una cupola ribassata decorata con figure mariane. L’intero ciclo pittorico, realizzato tra il XIX e il XX secolo, ha come tema centrale la Vergine Maria, raffigurata in diverse forme simboliche: Madre di Dio, Arca dell’Alleanza, Speranza degli uomini e Regina del cielo.
Tra le opere più significative si trova una tavola cinquecentesca della Madonna Addolorata tra i Santi Rocco e Sebastiano, attribuita a un pittore veneto e restaurata nel 1991. Completano il patrimonio artistico diverse tele secentesche e settecentesche, tra cui una raffigurante un’apparizione mariana legata alla fine di un’epidemia, datata 1768. Gli ex voto – soprattutto cuori d’argento e scene di grazie ricevute – testimoniano la devozione popolare protrattasi fino ai giorni nostri.
Anche le strutture architettoniche hanno una lunga storia: la facciata fu rinnovata tra il 1775 e il 1776 dai fratelli Zanora, il campanile ricostruito nel 1902, mentre l’altare maggiore fu adeguato nel 1975 secondo le direttive del Concilio Vaticano II. La sacrestia, costruita nel 1661, conserva ex voto pittorici sette-ottocenteschi e statue devozionali di grande valore storico.
Il santuario è tuttora un luogo di forte spiritualità, meta di pellegrinaggi e simbolo di una devozione che resiste al tempo. Testimonianze materiali come lapidi, iscrizioni e arredi sacri ne raccontano la storia con continuità e cura.
La ricostruzione storica e artistica del santuario è stata approfondita in una relazione dettagliata tenuta da Marco Sampietro, che ha saputo evidenziare, con rigore e passione, l’importanza religiosa, culturale e artistica di questo luogo straordinario. Grazie al suo contributo, oggi disponiamo di una visione completa e documentata di un santuario che continua a parlare al cuore dei fedeli.
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