Dicembre, in una RSA, non arriva in silenzio.
Arriva portando con sé memorie antiche, attese che fanno tremare il cuore, emozioni che riemergono all’improvviso.
È il mese in cui la luce delle feste si posa anche sulle ombre, e in cui la nostalgia può diventare più forte, soprattutto per chi ha pochi familiari o li ha lontani.
Proprio per questo, dicembre è il tempo in cui ogni gesto pesa di più.
E vale di più.
Qui, nulla è scontato.
Ogni presenza è un dono.
Ogni persona che sceglie di entrare in RSA, di fermarsi, di dedicare tempo ed attenzione ai nostri Ospiti, è qualcosa che accogliamo con gratitudine profonda.
È cura.
È un atto di gentilezza che lascia traccia.
In questi giorni abbiamo visto accadere piccole grandi magie.
Bambini del Catechismo, accompagnati dalla figlia di una nostra Ospite, sono entrati in RSA portando un’energia che non ha età. Le risate si sono mescolate agli occhi lucidi, i ricordi hanno trovato spazio accanto alla sorpresa.
Alla fine c’erano cioccolato, bibite, meravigliosa confusione ed allegria.
Ma il vero regalo è stato un altro: la sensazione, per i nostri Ospiti, di essere ancora guardati, ascoltati, coinvolti.
Poi c’è stata la musica.
Il coro Vous de la Val Granda [in copertina] non è venuto semplicemente a cantare per gli Ospiti, ma con loro.
Le voci si sono intrecciate, si è creata una vicinanza più silenziosa, il tempo si è fatto più lento.
In quel momento non c’erano età, ruoli, fragilità: c’era solo la presenza reciproca.
E noi, profondamente grati, abbiamo voluto dire grazie con un gesto semplice, preparando qualcosa che fosse accoglienza anche per loro, per i familiari, per chi aveva scelto di esserci.
Anche chi si prende cura ha bisogno di momenti insieme.
Per questo c’è stata la pizzata con gli operatori, con l’unica indicazione di indossare qualcosa di rosso o di glitter: un piccolo gesto che ha portato gioia e allegria.
Perché prendersi cura nasce anche dalla condivisione, dal ridere insieme, dal sentirsi squadra.
Qui il Natale non entra mai da solo.
Arriva portato da una comunità che non dimentica.
Domenica 21 dicembre è stata da noi la banda di Barzio con il suo piva-piva e le canzoni di Natale, e per i nostri Ospiti non è stata solo una tradizione, ma la conferma di non essere ai margini, di essere ancora al centro di un “noi”.
Nei giorni scorsi sono arrivati anche gli Elfi: i figli di un’operatrice, insieme a lei e ad una collega, travestiti da Elfi, Babbo Natale ed albero di Natale. Hanno portato doni costruiti da un’operatrice, ma anche quelli acquistati da tutto il personale per gli Ospiti.
Perché il regalo, qui, non è mai (solo) l’oggetto: è la Cura che lo accompagna.
Il 23 dicembre c’è stata la grande tombolata di Natale, perché il gioco, l’attesa di un numero, una risata condivisa sono anch’essi Cura.

Durante la tombolata, una sorpresa: il sindaco, l’assessore ai servizi sociali e l’assessore alla cultura hanno fatto visita ai nostri Ospiti, dedicando loro un pensiero e la cosa più importante: il loro tempo. Speriamo di poter costruire insieme altri momenti per i nostri Ospiti.
Il 24 dicembre la Santa Messa della Vigilia per gli Ospiti e, a seguire, un brindisi con una fetta di pandoro per iniziare a festeggiare insieme: un momento semplice ma importante per ritrovarsi e condividere la gioia di questo tempo di festa.
I giorni di Natale porteranno menù speciali, attesi e guardati come si guardano le cose importanti.
I tavoli saranno uniti, perché nessuno resti da solo.
Chi uscirà con i familiari lo farà con serenità, sapendo che qui troverà sempre un luogo accogliente in cui tornare.
Chi resterà sentirà comunque calore e vicinanza??
E quando le feste sembreranno finire, il 30 dicembre, arriveranno ancora una volontaria e i bambini dell’oratorio, a ricordarci che la magia non ha scadenza e che la gentilezza può raggiungerci fino agli ultimi giorni dell’anno, lasciando un segno di calore e di attenzione.
All’ingresso della RSA c’è un albero speciale che racconta molto più di quanto sembri: un albero di legno costruito dal genero di una nostra Ospite, adornato da quaranta angeli, uno per ogni Persona che vive qui.
Su ogni angelo, un nome.
A fine feste, quegli angeli diventeranno un ponte: torneranno alle famiglie come memoria, come traccia, come Amore che resta.
Questo è il nostro dicembre.
Un mese che ci insegna che la vera ricchezza non è ciò che possediamo, ma ciò che ci scambiamo.
Che la gentilezza è il segreto di ogni relazione.
Che ogni sorriso e ogni lacrima di commozione sono doni enormi.
Se chi legge sentirà il cuore vibrare, allora avremo raccontato davvero l’essenza di questo luogo: qui, in RSA, la vita può fiorire ogni giorno, e ogni attimo condiviso può diventare luce.
Buon Natale a tutti Voi. Tenete stretti i vostri cari, non aspettate a dire quello che sentite, non rimandate… e se non vi piace abbracciare, trovate un modo alternativo per comunicare calore: la vita è troppo breve e dobbiamo vivere con le persone che abbiamo con la massima Cura ed intensità.
Veronica Bonicalzi
Direttrice RSA
Casa Sant’Antonio
di Barzio
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