Introbio, il capannone Mariani restera’ in piedi. Marconi vota contro



Nella sua relazione, il Sindaco Rupani ha illustrato e argomentato la presa di posizione (politica secondo l’ex sindaco Marconi), soprattutto l’aspetto economico, che secondo Rupani “ha rappresentato una perdita secca per l’amministrazione”. Si è parlato di 150mila euro finora spesi per il contenzioso legale della pratica Mariani, denaro pubblico destinato soprattutto a coprire compensi per professionisti esterni.

La vicenda potrebbe durare a lungo e ciò andrebbe ancora a gravare sul bilancio pubblico. Il Comune si dichiara proprietario e intestatario dell’immobile. Per anni aveva chiesto l’abbattimento del capannone, richiesta puntualmente non ascoltata dal provveditorato delle opere pubbliche di Milano.

Vista la situazione contabile delle casse comunali, anche le spese della demolizione (calcolate in circa 70/80 mila euro) risultano proibitive per l’Amministrazione e di conseguenza il Sindaco e la sua maggioranza hanno domandato l’annullamento dell’abbattimento.

La storia del famoso capannone risale al 18 luglio del 1995, quando Mariani richiede al Comune l’autorizzazione ad ampliare di 150 metri quadri il suo capannone, ma vengono realizzati lavori per circa 670 metri quadri e una tettoia, da quel momento in poi inizia una lunga serie, fino ai nostri giorni, di episodi giudiziari con l’accusa di costruzione abusiva.

La prima richiesta di abbattimento arriva il 13 marzo del 1997, inascoltata. Nel luglio del ’97 il giudice richiede il sequestro del capannone. A marzo del 2004, Mariani (che nel frattempo cambia diversi nomi di società) presenta domanda di condono edilizio. A febbraio 2005, il Comune dichiara inammissibile la domanda di condono, ma il Tar, qualche mese più tardi bolla come illegittimo il decreto del Comune sull’inammissibilità.

Arriviamo ai giorni nostri, il sindaco – dopo averli sentiti – accoglie l’indirizzo espresso dai tecnici competenti: in definitiva niente demolizione ma riutilizzo dell’immobile, che eviterebbbe le spese di abbattimento e anzi potrebbe essere occasione di risorse magari con la vendita del capannone.

“Questo perdurare nel tempo ha prodotto uno svenamento” ha detto il Sindaco, aggiungendo che la gestione della pratica era improntata a un aspro confronto (con la "mafia" secondo l’ex sindaco Marconi, che non manca di espressioni forti).

Dopo la votazione (quattro voti contrari, quelli della minoranza), Eusebio Marconi ha voluto dire la sua, dicendo che si è trattata di una “scelta politica” della nuova amministrazione, perché “l’ex sindaco è stato un imbecille mentre gli altri sono tutti bravi” ha continuato Marconi, “almeno per quello che ho sentito nella lettura di Rupani”.

“Il Mariani dovrebbe dare al Comune un milione di euro, perché ha turbato tutta la Valsassina nel fare tutti gli abusi immaginabili a tutti”, inoltre ha detto Marconi, “ha fatto scappare un bravo cittadino che voleva costruire ad Introbio ma è finito a Primaluna, pur avendo sempre pagato le tasse” (il riferimento è a un imprenditore che avendo chiesto permessi poi negati ha costruito il proprio capannone in un altro comune).


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