Villa De Vecchi 3: l’architettura



La villa De Vecchi a Campiano era un capolavoro, il frutto delle menti estrose dello stesso De Vecchi e dell’architetto Alessandro Sidoli, eclettico architetto milanese, nato nel 1812 e morto nel 1855, non potè infatti veder finito il suo miglior lavoro a Cortenova, partecipò e creò molte altre opere e prese parte al concorso per la realizzazione dl cimitero monumentale di Milano – purtroppo senza successo ma è nella Villa De Vecchi che Sidoli mette tutto il suo estro riuscendo ad esprimersi al meglio.

A partire dal disegno originale alla realizzazione la sinergia tra DeVecchi e Sidoli è quasi palese, soprattutto ammirando la villa negli anni di maggiore splendore; una sinergia che obbligatoriamente prende spunto dall’ambiente circostante, dalla natura, dalle mani esperte dei costruttori locali e dal genio dei due progettisti.
 
Genio indiscusso anche se davvero poco noto quello di Sidoli che a metà del 1800 fornì la villa di un sistema di riscaldamento a caldaia molto simile agli attuali caloriferi che sfruttando dei tubi all’interno dei muri scaldava buona parte della casa. Logicamente il passare degli anni e la mancata manutenzione fecero sì che i tubi rompendosi rilasciassero acqua all’interno dei muri, cosa che contribuì al degrado strutturale della villa. Tra le varie brillanti idee un passavivande portava cibi e quant’altro dalle cucine ai piani superiori con lo stesso meccanismo dei moderni ascensori, la fontana all’esterno sparava acqua a pressione altissima semplicemente utilizzando il pendio della montagna: soluzioni all’avanguardia che sono andate distrutte con gli anni.
 
La villa ha un pianta irregolare con parecchie stanze per piano, divisa su tre livelli al quale doveva aggiungersene un quarto a forma di torre mai realizzato; tutta affrescata e ricca di ornamenti che raccontano scene di guerra ma anche viaggi e immagini più locali e montane, ornamenti che negli anni sono stati tutti rubati da vandali o mangiati dal tempo che inesorabilmente sta cancellando questa fantastica traccia di genialità in Valsassina.
 
Una villa senza eguali, atipica, in grado di disarmare i turisti ed i nobili che ci passarono molte estati e che disarma ancor oggi chi vede un esempio così unico di architettura risorgimentale e geniale distrutto dal tempo ma soprattutto dall’indifferenza delle persone.
 

 

 




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